Domenica dell’Incarnazione

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 22 DICEMBRE
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La festa dell’Incarnazione non è la festa dell’Annunciazione, quella del 25 marzo. Nella festa di oggi, la Domenica prima del Natale del Signore, si mette alla luce l’incarnazione di Gesù nel seno immacolato di Maria dopo il suo sì.
E’ il via dell’opera della redenzione generando nel grembo di Maria il Figlio di Dio.
Nel Credo diciamo: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.
Il Figlio dell’Altissimo, Santo, Figlio di Dio, si incarna iniziando dal concepimento nel grembo verginale di Maria. Colui che è grande nel salvare inizia dall’atto di umiltà per eccellenza, si incarna come ogni creatura iniziando dal concepimento come qualsiasi uomo.
La delicatezza del Signore Gesù è il volersi incarnare e nascere come qualsiasi neonato con quella umiltà divina che fa trasparire la sua onnipotenza, Colui che può tutto si fa piccolo per salvarci.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 22 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 21 DICEMBRE
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

Questa è la benedizione di Zaccaria per il Signore Dio. La promessa si è realizzata, la gioia è colma nel cuore, ogni dubbio è dissipato. Alla nascita di San Giovanni Battista il padre esulta con il Benedictus, prima per quel Salvatore nella casa di Davide che è Gesù sta per arrivare.
E poi per quel bambino che sarà chiamato profeta dell’Altissimo, preparerà la strada a Gesù facendo conoscere la salvezza nella remissione dei peccati.
Due bambini che daranno alla umanità la nuova speranza della salvezza, san Giovanni Battista facendo conoscere un Dio che si fa uomo per essere in mezzo alle sue creature e Gesù che è Dio e vuole essere vicino ad ogni sua creatura che lo accetti.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,67-80 di sabato 21 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 20 DICEMBRE
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

“Si chiamerà Giovanni.” Al bambino nato da Elisabetta e annunciato dall’Arcangelo Gabriele a Zaccaria vine imposto il nome di Giovanni rompendo la tradizione che voleva il nome del padre Zaccaria.
La nascita del bimbo che preparerà la strada al Signore porta gioia, rivoluzione negli schemi e tanta attesa da parte di tutti i conoscenti: “che sarà mai questo bambino?”.
Se si permette di agire al Signore nella vita, gli schemi vengono sconvolti, le tradizioni rivoluzionate e la gioia abbonda.
Facciamo agire il Signore nel suo Natale così da rendere possibile una profonda gioia che potrà essere non solo il giorno di Natale ma accompagnare i giorni che seguiranno con quel sapore che sa di esistenza, di presenza, di vicinanza di Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,57-66 di venerdì 20 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 19 DICEMBRE
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

La realizzazione della parola di Dio ha un seguito di gioia. Giovanni il Battista al sesto mese esulta nel grembo della sua mamma Elisabetta: è giunta Maria, la madre del Signore di tutti i presenti. Maria ha da poco concepito Gesù e gioisce con la sua cugina Elisabetta, il disegno di Dio di essere uomo-Dio fra gli uomini si realizza nella pienezza. Vi sarà tutta l’esperienza umana del Signore Gesù, il concepimento, la nascita, la crescita, l’educazione, l’inizio del ministero, ma con un termine dell’esperienza terrena particolare e divina: la passione morte e risurrezione.
In questo Natale Gesù vuole venire incontro ad ogni uomo e a ogni donna.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1, 39-46 di giovedì 19 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». ” (Lc 1,19-25)

Quel inaspettato annuncio dall’arcangelo Gabriele non fu creduto da Zaccaria. Ma l’annunzio era lieto, non riguardava la rovina di una popolazione se non si pentiva del suo comportamento lontano da Dio. E’ invece un annunzio di gioia che prepara la presenza di Dio come uomo fra le sue creature.
Zaccaria rimarrà muto per la sua incredulità. A volte le parole sono poco, molto poco efficaci per esprime una visione, un profondo rapporto con il Signore attraverso suoi emissari importanti come gli arcangeli. Quando si parla delle cose di Dio è sempre insufficiente il linguaggio.
La parola di Dio si realizza e Elisabetta concepì Giovanni il Battista.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,19-25 di mercenario 18 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Feria prenatalizia “dell’Accolto”

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 17 DICEMBRE
“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto»” (Lc 1,1-17)

Iniziano i giorni che precedono il Natale detti “Ferie prenatalizie”. Il Vangelo di Luca accompagnerà questi giorni fino alla nascita di Gesù che con gioia sarà celebrata nel Natale.
L’annuncio dell’angelo al futuro padre di Giovanni il Battista, Zaccaria, fu particolare ed eccezionale. Riguarda la nascita di un bimbo che avrà un ruolo importante nel camminare davanti al Signore, Dio, e sarà partorito da Elisabetta in tarda età.
L’annuncio è importante, fa parte della preparazione dell’evento centrale dell’umanità: l’incarnazione di Gesù. Perché questo si compisse era necessario un testimone che indicasse Gesù e gli preparasse la strada per suscitare l’interesse a un popolo che attendeva il Messia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,1-17 di martedì 17 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Avvento – Commemorazione dell’annuncio a S. Giuseppe .

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 16 DICEMBRE
“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Gv 1,6-8.15-18)

All’inizio della novena di Natale nel Rito ambrosiano si ricorda l’annuncio a san Giuseppe lo sposo di Maria. Un annuncio di speranza che invita San Giuseppe a non aver timore di prendere come sposa Maria anche se ella è incinta del Creatore di entrambi.
Chi non avrebbe avuto timore se non paura nell’essere coinvolto nell’evento più importante della storia dell’uomo?
Giuseppe è l’uomo giusto e prontamente ascolta l’annuncio dell’angelo e accoglie con se la sua sposa. Non dubita dell’annuncio evangelico, è uomo di fede, di estrema carità, silenzioso, non ha paura.
All’inizio della Novena di Natale, san Giuseppe intercedi per ogni fedele perché possa aprire il suo cuore nel Natale del Signore Gesù, possa accogliere la luce che vuole dipanare le tenebre indirizzando i passi sulla via della pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,6-8.15-18 2 di Lunedì 16 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Avvento – Il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 15 DICEMBRE
“In quel tempo. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Giovanni proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. ” (Gv 1,6-8.15-18)

La venuta di un uomo mandato da Dio è l’inizio della speranza dell’uomo, del riscatto per riacquistare la dignità perduta. L’uomo mandato da Dio è Giovanni il Battista che annuncia la luce che tutti attendevano. La luce è il Signore Gesù, venuto per rischiarare coloro che sono nelle tenebre.
Il Precursore, Giovanni il Battista, è colui che percorre innanzi e senza paura testimoniando la venuta dell’evento più importante della storia dell’uomo: il Messia, Cristo.
Colui che era prima viene dopo Giovanni il Battista con la grande certezza di aver già ricevuto dal Signore “grazia su grazia”. Vi è un’abbondanza di bene del Signore Gesù che è annunciata dal Precursore, un’abbondanza per l’uomo perché abbia la certezza di non essere solo e disperato in una esistenza che al più presto terminerà, ma al contrario la possibilità di un’esistenza che non ha termine in una rinnovata comunione con il Signore.
“Grazia e verità” sono presenti grazie a Gesù Cristo che non vuole far mancare nulla all’uomo.
Sta a noi decidere di accogliere Gesù Bambino in questo Natale in una rinnovata fede e speranza.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,6-8.15-18 2 di Domenica 15 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della IV settimana di Avvento

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 14 DICEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

I “pubblicani e le prostitute” che hanno creduto all’annuncio dell’avvento del Signore Gesù hanno la possibilità di essere nel regno di Dio, avanti a quelli che si consideravano dotti e sapienti. Sono quelle persone che erano considerate certamente lontane dal regno di Dio, impossibilitate ad entrarvi perché le loro azioni erano considerate troppo gravi.
Ma ognuno per quanto abbia peccato se si converte al Signore Gesù con comportamenti che non sono più di peccato, allora ha la possibilità di essere fra i beati nel regno di Dio e di superare di gran lunga coloro che si pensano giusti e sapienti.
L’ascolto dell’annuncio della venuta del Signore Gesù è da rinnovare ogni anno sapendo bene di non essere sapienti e dotti ma bensì bisognosi dell’amore del Signore Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32 di sabato 14 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della IV settimana di Avvento

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 13 DICEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini? ». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mt 21,23-27)

Gesù entrò nel tempio e trova i capi dei sacerdoti e gli anziani che continuano a criticarlo e a accusarlo. Gesù fa emergere il loro modo di operare. Non è sincero, non dice quello che pensano ma è un modo che si adatta alla situazione in cui vi si trova. Per queste persone non ha importanza quello che si pensa, non serve dire verità ma serve fare quello che conviene nella situazione in cui ci si trova per avere la maggiore approvazione. Persone che non fanno il bene per il popolo, ma fanno il bene per loro stessi, una delle forme di egoismo più gravi perché si trascura il bene e promuove il male dando il cattivo esempio. In pratica persone che promuovono la decadenza della società perché non fanno più opere buone a favore della gente ma la sfruttano. Sono diventate come un albero che non produce più frutti.
L’Avvento del Signore Gesù ci conduce verso riflessioni di verità nella quale possiamo trovare quel piccolo bambino Gesù che vuole venire nei nostri cuori. Facciamo verità in noi stessi, diciamo quello che pensiamo.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 21,23-27 di venerdì 13 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)