Mercoledì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 29 Gennaio 2025

“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

«Maestro, non t’importa che siamo perduti?»
Se pur in condizioni critiche i discepoli esprimono la loro paura e nel contempo una fede fragile. Se avessero avuto fede nel Signore avrebbero affrontato la tempesta con tutte le loro forze essendo tutt’uno con il Signore Gesù che era a bordo. Ma il problema dei discepoli è che non consideravano il Signore Gesù a bordo della loro barca perché presi dalla paura che non fa più agire e ragionare.
Gesù aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,35-41 – Mercoledì 29 Gennaio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

san Tommaso d’Aquino, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 28 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.” (Mc 4,26-34)

Il regno di Dio: è come un uomo che agisce, semina, ne consegue una crescita che non dipende direttamente dall’uomo, il regno di Dio ha in sé la forza per crescere e poi dare frutto.
Il regno di Dio è come un piccolo granello di senape. Sembra insignificante, ma cresce e diventa grande.
Una anticipazione del regno di Dio è sperimentabile nella vita su questa terra quando vi è amore, armonia in un clima di pace diffusa. Aiutaci Signore a perseguire la pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,26-34 – Martedì 28 Gennaio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

beato Manfredo Settala, sacerdote
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 27 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».” (Mc 4,10b.24-25)

La severità con la quale una persona giudica sarà usata quando sarà giudicata.
La clemenza con la quale una persona giudica, sarà usata quando sarà giudicata
Come dire che dipende dalla stessa persona il giudizio che riceverà: severo perché si è stati severi, clemente perché si è donata clemenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.24-25 – Lunedì 27 Gennaio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Festa del Signore
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 26 Gennaio 2025

“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

La Santa Famiglia: è una famiglia che eccelle per le virtù eroicamente portate avanti da tutti i suoi componenti. Ma quale è veramente l’atto di eroismo, uomini e donne super eroi?
Giuseppe ebbe il compito di essere il protettore della Santa Famiglia nei primi anni della vita di Gesù. Non si tirò indietro dal suo compito accogliendo ogni volta l’indicazione divina, con un notevole senso del sacrificio per donare quanto più possibile della sua persona alla Famiglia.
Maria, la Madre di Dio, è la donna del silenzio, accettò di essere guidata da Giuseppe per il bene di tutta la Famiglia perché si realizzasse la promessa di Dio nel suo Cristo.
Gesù stette sottomesso ai suoi genitori per compiere il disegno di Dio in una crescita della persona come qualsiasi bambino, poi ragazzo da educare ma nel contempo vivendo la sua divinità.
Santa Famiglia non privilegiata: la nascita di Gesù in una grotta, la presentazione al tempio con quell’annuncio di una futura sofferenza della Madonna, la fuga in Egitto, il ritorno a Nazareth, la perdita per tre giorni del figlio e poi il suo ritrovamento al Tempio.
La santa Famiglia vive la quotidianità offrendosi l’un l’altro, capendosi, venendosi incontro anche con grandi sacrifici. Tutte le famiglie possono essere sante, nessuna esclusa. Come? Vivendo l’amore, sostenendosi negli sbagli e imparando da essi. La santa Famiglia non è esente da errori ma piena di amore e comprensione.
Quando c’è la presenza di Dio nelle coscienze di ogni componente della famiglia, è possibile vivere e superare le tribolazioni che colpiscono e sconvolgono l’andamento della vita familiare perché nella famiglia c’è amore.
Tutte le famiglie possono essere sante.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23 – Domenica 26 Gennaio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 25 Gennaio 2025

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

La conversione di san Paolo apostolo è accaduta nel famoso episodio sulla via per Damasco. San Paolo illuminato dalla misericordia di Gesù rimane come folgorato e accecato dalla visione. Inizia così il suo cammino di conversione dove incontrerà molte persone che prima perseguitava e capisce la grande potenza del perdono.
San Paolo diventerà un grande testimone del Signore Gesù e assieme a Pietro e agli apostoli fonderà la Chiesa.
Gesù confida nel cuore degli uomini anche in coloro che lo hanno perseguitato sapendo bene che un cuore onesto non può che inchinarsi alla sua misericordia.«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29 – Sabato 25 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 24 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

I segreti verranno svelati. Le cose nascoste saranno visibili.
Vi sono cose giustamente riservate che riguardano la giusta intimità della famiglia, la riservatezza del lavoro, la condizione di salute delle persone e così via.
Vi sono cose ingiustamente nascoste che hanno danneggiato o stanno danneggiando altre persone come rapporti clandestini, macchinazioni per acquistare potere e/o denaro, false dichiarazioni che sembrano vere. Queste ultime cose non dovrebbero esserci in un mondo dove vi è la fratellanza. Ma non è così, vi è divisione, soprusi, l’essere più forti, considerare il prossimo come impedimento o nemico.
Tutto verrà alla luce quando si termina il cammino su questa terra e quanto sarebbe più armonioso in un mondo dove non si trascura il vero, la verità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.21-23 – Venerdì 24 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

san Bàbila, vescovo e i Tre fanciulli martiri
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 23 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole,
affinché guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

L’ascolto della Parola del Signore non basta sentirla come fosse una lezione o un racconto o come fosse un articolo di un giornale o un post. Bisogna accoglierla come cosa importante, metterla nel cuore. Così diventa parte della vita, della quotidianità e in modo spesso inspiegabile fa fruttare molto perché si cambia, nel cuore iniziano a esserci buone intenzioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,1-20 – Giovedì 23 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 22 Gennaio 2025

“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

La Madonna assieme con i conoscenti di Gesù sono preoccupati perché Gesù è circondato da una folla e temono probabilmente per la sua salute, per il suo riposo e altro ancora.
Ma Gesù vuole sottolineare la cosa importante che è la sua missione, il motivo per cui è giunto fra le sue creature su questa terra. Madre, fratelli e sorelle sono la folla, dice:
«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35 – Mercoledì 22 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

sant’Agnese, martire
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 21 Gennaio 2025

“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Gli scribi accusavano Gesù di essere partecipe e promotore del male. Gesù faceva molti segni ed ognuno di essi era solo di bene e ognuno di essi cacciava via il male. Come può dunque il male fare del bene cacciando via se stesso?
«Come può Satana scacciare Satana?»
Solo persone cieche che ignoravano in modo completo quello che faceva Gesù avrebbero potuto credere che avesse a che fare con il male.
Ma è arrivato il bene, l’amore in persona che vuole salvare la sua creazione: Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,22-30 – Martedì 21 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

san Sebastiano, martire
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 20 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.” (Mc 3,7-12)

«Tu sei il Figlio di Dio!»Gesù e i suoi discepoli si ritirano in disparte ma molti capiscono a da varie regioni vanno da lui. Gesù è attorniato dalla folla da persone che hanno bisogno di guarigione, quella dello spirito. La ricerca dell’uomo è sempre nel senso della sua esistenza e la figura di Gesù è capace di trasmettere una viva speranza di un forte motivo dell’esistenza. Si tratta di una grande ricerca di guarigione da parte dell’uomo.
Se Cristo è in mezzo alla sua creazione l’uomo non deve più disperare ma sperare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,7-12 – Lunedì 20 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)