II feria dopo l’Epifania

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Mercoledì 8 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

L’olio della lampada della fede può essere messo da parte in questa ultima parte del periodo natalizio. La fede è una importante componente del credente, aiuta a vedere ogni cosa con una prospettiva più ampia rispetto a chi non ha fede e crede che tutto ciò che circonda possa essere compreso solo con gli occhi terreni.
La fede a volte vacilla perché si è presi da tante cose della vita e giunge la tentazione di mettere da parte la cosa importante. Ma se si è messo da parte un po’ di “olio” per alimentare di nuovo la lampada della fede, si riescono a superare anche i periodi di difficoltà, dubbi e incertezze.
Gesù aiutaci ad aver fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Mercoledì 8 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

I feria dopo l’Epifania

Raimondo de Penafort, sacerdote
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Martedì 7 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».” (Lc 12,34-44)

Nell’ultimo tratto del Tempo di Natale a feste ormai concluse, vi è l’invito a guardare ancora Gesù chiedendosi dove è diretto il proprio cuore, o meglio quale è la cosa importante nella vita.
«Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.»
Se la cosa importante, il tesoro, è il Signore, allora dovrebbe esserci impegno e perseveranza nella vigilanza, per rimanere in comunione con lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,34-44 – Martedì 7 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Epifania del Signore

Solennità
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Lunedì 6 Gennaio 2025

“In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero:
«A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele».

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.” (Mt 2,1-12)

Epifania, è la manifestazione della divinità di Gesù.
La prima manifestazione è il farsi vedere come un piccolo bambino infante adorato da i tre Magi. Essi erano venuti da lontano per cercare il re dei Giudei per adorarlo. Cercavano di fatto la divinità preannunciata da una stella.
Per Erode questo evento è nefasto poiché di possibile grave minaccia alla sua posizione di re e poi a quella dei suoi discendenti. Agisce con astuzia e invia i Magi a cercare il re dei Giudei per poi essere informato del luogo dove si trovasse.
I Magi trovano il bambino Gesù e provano grande gioia, offrono: l’oro per onorare la sua regalità, l’incenso per onorare la sua divinità, la mirra per onorare il suo sacrificio per salvare l’intera umanità.
Ma vi saranno altre manifestazioni della divinità di Gesù: il battesimo al Giordano quando si manifesterà come la seconda persona della Trinità. Il primo miracolo alle nozze di Cana, l’acqua trasformata in vino, dove manifesterà la sua divinità donando continuità alla festa di nozze.
La speranza di un Dio che vuole manifestarsi ancora nei cuori è più che mai concreta nell’Anno giubilare della speranza appena iniziato. Apriamo i nostri cuori a Cristo!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,1-12 – Lunedì 6 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica dopo l’Ottava del Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 5 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.” (Lc 4,14-22)

La scrittura annuncia il Cristo, il Signore Gesù. Il profeta Isaia parla di lui come una persona consacrata, cioè il dedicarsi in modo pieno a Dio, l’essere in perfetta comunione con Dio. Ma aggiunge anche la missione per cui Gesù è inviato: portare l’annuncio di salvezza ai poveri, portare l’annuncio di liberazione agli oppressi e anche un anno di grazia.
L’anno di grazia del Signore lo stiamo vivendo con il Giubileo della Speranza. Il Vicario di Cristo, Papa Francesco, lo ha istituito per portare una pienezza di speranza e riscoprire la gioia dell’essere in comunione con Dio.
La missione di Gesù citato dal profeta Isaia, continua anche oggi attraverso molte persone fra cui il Papa, e vogliono testimoniare sempre la novità del Vangelo così staccato e lontano da alcuni valori oggi insiti nella nostra società.
Ma la speranza è nello sguardo di un uomo, di una donna, verso Gesù dove si prende coscienza dell’amore di Dio che vuole essere riversato nei cuori e fa comprendere quali sono i valori che si dirigono verso la fratellanza e la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,14-22 – Domenica 5 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Feria del tempo di Natale

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Venerdì 3 Gennaio 2025

“Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.” (Lc 3,23-38)

La genealogia esprime l’origine e la discendenza di famiglie e di stirpi, è l’elenco dei ascendenti fino a un capostipite oppure viceversa. In Luca la genealogia di Gesù è espressa nella ricerca del capostipite che è Adamo. Luca vuole dire che c’è una appartenenza universale di Gesù nella umanità poiché il padre legale Giuseppe è collegato all’inizio della esistenza dell’uomo. La salvezza di Gesù è altrettanto universale, portata ad ogni uomo e donna di qualsiasi discendenza.
In questo nuovo anno 2025 vi è la possibilità per ogni uomo e donna di accostarsi ancora di più alla salvezza portata dal Signore Gesù grazie all’Anno Giubilare della speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,23-38 – Venerdì 3 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Feria del tempo di Natale

santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Giovedì 2 Gennaio 2025

“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».” (Lc 2,28b-32)

Dopo quaranta giorni dalla nascita del Signore Gesù, il bambino è portato al tempio dove Maria e Giuseppe incontrano Simeone.
Finalmente il Bambino Gesù è fra le sue braccia e non può che benedire Dio con il suo cantico poiché è arrivato il Re dei re, la salvezza di tutti i popoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,28b-32 – Gioevedì 2 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Ottava del Natale del Signore

Circoncisione del Signore
Anno del Signore 2025

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Mercoledì 1° Gennaio 2025

“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)

Stupore e gioia intensa per quanto i pastori avevano riferito a Maria e Giuseppe riguardo il bambino Gesù. Si fa sempre più certa l’importanza del piccolo Bambino appena nato, persona molto più importante di qualsiasi re che si affaccia nella sua creazione come piccolo infante e bisognoso di tutto.
I pastori, persone semplici, hanno avuto la grande attenzione di Dio perché disposti a credere quanto detto loro dall’angelo. La semplicità dovrebbe essere sempre parte della vita, e quante e quante volte ci complichiamo le cose che sarebbero semplici. Quanti e quanti ragionamenti facciamo per modificare l’evidenza che è di fronte a noi perché non la vorremmo accettare? Forse essere semplici è una delle bellezze che potremmo avere all’inizio dell’Anno del Signore 2025 e nel vivere con più consapevolezza l’Anno Giubilare “Pellegrini di Speranza” iniziato da pochi giorni.
L’Ottava di Natale, oggi, ricorda la Circoncisione del Signore, otto giorni dopo la nascita viene circonciso e gli viene imposto il nome deciso da Dio: Gesù. Gesù è un adattamento del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yēšūa’) che significa Dio è salvezza. Oggi è giorno di festa, di ringraziamento al Signore Dio per l’anno 2024 e di invocazione allo Spirito Santo per l’Anno 2025.
Iniziamo l’Anno con uno spirito semplice e di speranza.
Buon Anno del Signore 2025.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,33-35 – Mercoledì 1° Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

san Silvestro I, papa
Ultimo giorno dell’Anno del Signore 2024
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Martedì 31 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Lo stupore non dovrebbe essere solo dei bambini come naturale reazione alle novità della vita, dovrebbe essere anche degli adulti quando arriva qualche cosa di nuovo e di bello. Lo stupore apre a una nuova possibilità di vita e di gioia.
Giuseppe e Maria rimasero stupiti del bimbo Gesù a quaranta giorni dalla sua nascita per un suo importante ruolo nella terra di Israele.
Questo non sarà solo di gioia e bellezza ma anche di molte tribolazioni. Gesù svelerà la verità di molti cuori radicati sulla apparenza e sull’opportunismo. Per questo il cuore della Madonna sarà trafitto a causa della durezza di cuore di molti in Israele che non riconosceranno in Gesù il Messia atteso.
Gesù, fa che in questo ultimo giorno dell’Anno 2024 dalla tua nascita possa essere anche e sopratutto di sguardo verso te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,33-35 – Martedì 31 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Lunedì 30 Dicembre 2024

“n quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27b-28)

E’ bello soffermarsi sulla beatitudine che è di Maria la madre di Dio, che esprime la vicinanza di Dio come affermato dalla voce di quella donna «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Gesù fa ritornare verso un’altra beatitudine, una di tutti giorni e valida ancora oggi per ogni persona: l’ascolto e l’osservazione della parola di Dio.
Il Natale del Signore induce a guardarlo come piccolo bambino e ad ascoltarlo come Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27b-28 – Lunedì 30 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica nell’Ottava del Natale del Signore

Cristo Verbo e Sapienza di Dio
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 29 Dicembre 2024

“In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,1-14)

«In principio era il Verbo»
Prima dell’inizio della Creazione vi era l’esistenza al di fuori del tempo del Verbo, del Signore nostro Gesù Cristo. Prima che tutto fosse creato, prima della creazione di ogni temporalità, di ogni scorrere del tempo vi era il Verbo. Con la creazione Dio crea anche il tempo, quindi non esiste tempo prima della creazione ma esisteva Dio e il Verbo.
«e il Verbo era presso Dio»
Ecco dunque l’impossibilità dell’uomo di raggiungere Dio o meglio di sostituirsi a Dio poiché l’uomo è creato nel tempo e vive su questa terra legato allo scorrere dei giorni con una cadenza molto precisa. Fa parte della creazione di Dio.
Gesù Cristo è il Verbo e lui stesso è Dio:
«e il Verbo era Dio»
La creazione tutta è stata fatta per mezzo di Gesù, il Verbo, lo scorrere del tempo, l’universo, ogni creatura e l’uomo e la donna.
Lui ha voluto portarci vita, speranza, luce ma non è stato accolto da suoi che avrebbero dovuto riconoscerlo:
«In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini;»
Se in questo Anno del Giubileo, un anno che si può di speranza, apriamo il cuore a Cristo, al Verbo, a Gesù, allora la sua infinita misericordia ci raggiunge e ci redime.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giobanni 1,1-14 – Domenica 29 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)