Giovedì della Settimana Autentica

Triduo Pasquale
Celebrazione vespertina nella cena del Signore

Rito Ambrosiano
Giovedì 17 Aprile 2025

PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SECONDO MATTEO
“Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?”. Ed egli rispose: “Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: “In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore?”. Ed egli rispose: “Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”.
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo”. Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio”.
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: “Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti:

Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge.


Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”. Pietro gli disse: “Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai”. Gli disse Gesù: “In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà”. Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. Subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”. Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?”. In quello stesso momento Gesù disse alla folla: “Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: “Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni””. Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio”. “Tu l’hai detto – gli rispose Gesù -; anzi io vi dico:

d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo“.

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di morte!”.
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: “Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?”.
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”. Ma egli negò davanti a tutti dicendo: “Non capisco che cosa dici”. Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con Gesù, il Nazareno”. Ma egli negò di nuovo, giurando: “Non conosco quell’uomo!”. Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: “È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!”. Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!”. E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E, uscito fuori, pianse amaramente.” (Mt 26,17-75)

Prendete, mangiate: questo è il mio corpo»
«Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.»

Queste sono le parole di Speranza. Parole dirette verso l’uomo disperso nelle sue faccende esclusivamente terrene perché alzi lo sguardo e incominci a guardare oltre in una dimensione che diviene d’amore. Dopo queste parole Giuda tradisce, tutti si allontanano e Pietro lo rinnega per tre volte.
Gesù, è solo, esprime così il suo infinito amore non solo per i suoi discepoli ma per l’umanità tutta, per coloro che lo hanno condannato, per coloro che lo hanno abbandonato.
Gesù diventa quel pane e quel vino, il suo Copro e il suo Sangue, perché questi non vengano mai più a mancare all’uomo per donare e ridonare Speranza. L’unico sacrificio di Cristo si ripresenta ogni volta che il sacerdote consacra quel pane e quel vino, diventano veramente il Corpo e il Sangue di Cristo.
L’umanità ha bisogno di essere nutrita di quell’amore che non muore mai; Gesù ce lo dona, noi impariamo e incominciamo a donare e ricevere amore perché vi siano percorsi di pace, di riconciliazione, di solidarietà. La Speranza nasce da quel pane che diviene corpo donato e da quel vino che diviene sangue versato per noi.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,17-75 – Giovedì 17 Aprile 2025 – Triduo Pasquale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Mercoledì 16 Aprile 2025

“In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.” (Mt 26,14-16)

Gesù è venduto, trenta monete d’argento. Lo stesso Giuda prima voleva vendere il profumo di nardo con il quale sono stati profumati i piedi di Gesù, voleva ricavarci dei denari per darli ai poveri. Ora c’è la vendita, il tradimento di Giuda. Può agire, il Signore glielo permette e questo causerà la cattura e il conseguente processo a Gesù. La Passione del Signore sta per compiersi, è già iniziata con il tradimento, seguirà con l’abbandono da parte dei discepoli, terminerà con l’uccisione di un innocente. Ma dopo tre giorni risorgerà!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,14-16 – mercoledì 16 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)

Martedì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Martedì 15 Aprile 2025

“In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso».
Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».” (Mt 26,1-5)

Gesù indica la sua Passione che è indirizzata verso la crocifissione. È una offerta libera di Gesù, quella che sia permessa la sua crocefissione. È la vicinanza all’uomo che non capisce, che ha il cuore indurito a tal punto da decidere di uccidere il Cristo atteso. Sembra che anche i credenti vogliano risolvere ogni questione esclusivamente con ragionamenti terreni senza guardare il cuore.
Settimana Autentica, è l’occasione per far rivivere il cuore nell’Anno Giubilare della Speranza


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,1-5 – Martedì 15 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)

Lunedì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Lunedì 14 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».” (Lc 21,34-36)

L’appello all’inizio della Settimana Autentica è quello di essere persone viglianti, di essere attente a loro stesse per non disperdersi e perdere la grazia della Settimana centrale dell’Anno Giubilare della Speranza.
Essere vigilanti, è anche considerare la grazia che il Signore vuole elargire in questa Settimana Autentica. Settimana di Speranza, dove si rivivono i momenti centrali del cristianesimo nell’offerta di Gesù per la salvezza di ogni uomo e ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-36 – Lunedì 14 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)

Domenica delle Palme

Settimana Autentica
Tempo di Quaresima

Rito Ambrosiano
Domenica 13 Aprile 2025

“In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.” (Gv 11,55-12,11)

«Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso»
Ma che cosa fa fare l’amore? A volte delle azioni tutt’altro che razionali, magari programmate da tempo vengono messe da parte e arrivano le azioni di cuore, di slancio, poco spiegabili per le altre persone che rimangono stupite:
«ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.»
Che spreco. Ma è realmente uno spreco? Gesù approva. È uno spreco, una esagerazione d’amore verso Gesù che spreca, offre la sua vita per amore. In questo movimento d’amore nasce e si rafforza la Speranza di un Dio che vuole bene alle sue creature, vuole per loro la vita eterna!
Maria spreca il profumo prezioso, chissà cosa si poteva ricavare con la vendita di quel profumo, Gesù spreca la sua vita, chissà quante tantissime cose e miracoli poteva ancora fare, era giovane!
Se il cuore non entra nella vita allora si spreca la vita che diventa percorsa dal disamore, diventa insignificante e senza alcuna speranza.
Se il cuore entra nella vita, diventa significante e con la Speranza e quanti profumi sarebbero sprecati, quante vite sarebbero donate per amore.
«Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura.»
Il giorno dopo Gesù entra nella sua Gerusalemme su un puledro d’asina, un ingresso mite e umile dove gli ulivi, le palme accolgono il Re della pace.
«Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!»
Gesù inizia la sua settimana, quella Autentica (Santa), pronto a vivere la sua Passione, morte e risurrezione, pronto a perdonare quanti lo condanneranno, lo abbandoneranno, lo uccideranno. E tutto questo per donare e ridonare Speranza a una umanità che sembra perduta su se stessa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,55-12,11 – Domenica 13 Aprile 2025 – Settimana Autentica – Rito Ambrosiano)

Sabato della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 12 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

I piccoli nel Vangelo sono persone poco o per nulla istruite, semplici di cuore, aperte all’ascolto e alla novità portata da Gesù.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.»
Sta per iniziare la Settimana Autentica (Santa), come “piccoli”, bisognosi e assetati della Parola del Signore, della sua azione di salvezza, potremmo essere con il Signore nel cammino della salvezza.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»
La Speranza si riaccende, il Signore Gesù in questa Settimana Autentica dona la grazia della Speranza nella sua Risurrezione.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteso 11,25-30 – Sabato 12 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 10 Aprile 2025

“In quel tempo. Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.” (Gv 7,43-53)

Le persone semplici danno testimonianza a Gesù: «”Mai un uomo ha parlato così!”». Sono le guardie inviate dai capi dei sacerdoti e dai farisei per arrestare Gesù. I farisei credendosi dotti e sapienti non vogliono riconoscere in Gesù il Cristo da loro atteso. Ma almeno uno di essi, Nicodemo, afferma la saggezza: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?»
Ma questo appello viene rifiutato e ognuno rimane nelle proprie convinzioni, da una parte quello di approfondire la conoscenza di Gesù, dall’altra parte di volerlo condannare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,43-53 – Giovedì 10 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 9 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.” (Lc 18,31-34)

Nel terzo annuncio della morte e risurrezione del Signore Gesù secondo Luca, vi è una particolare descrizione di quello che accadrà. Una profonda umiliazione del corpo e dello spirito.
L’incomprensione da parte dei Dodici è completa, non avevano compreso nulla di quello che Gesù aveva annunciato.
«quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.»
L’incomprensione fa parte della umanità, anche quella dei Dodici, a volte perché non si vuole comprendere un qualche cosa di umanamente terribile.
Signore apri i cuori perché possano vedere e comprendere grazie alla tua luce.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,31-34 – Mercoledì 9 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 8 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.” (Gv 6,63b-71)

Gesù sta concludendo il lungo discorso sul Pane di Vita, schietto e veritiero. L’uomo lasciato a se stesso, senza lo Spirito Santo che accolto agirebbe nell’uomo, è incapace di capire. Molti se ne vanno via e Gesù rimane con i suoi Dodici che rimangono con quella fiducia espressa da Simon Pietro, si fidano di Gesù anche se non capiscono. Gesù si sta avviando verso la sua passione, morte e risurrezione. È un momento intenso e pieno di incomprensioni da parte dei discepoli che lo abbandoneranno più tardi.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71 – Martedì 8 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 7 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)

Pietro: «Tu sei il Cristo».
Poco dopo lo stesso Pietro si mise a rimproverare Gesù perché aveva annunciato la sua passione morte e risurrezione. Pietro, come anche gli altri Apostoli, non si aspettava una fine così tragica del Signore Gesù, probabilmente si aspettava una vittoria potente e gloriosa contro ogni forza del male e lo ristabilimento dell’armonia e pace in tutto Israele scordandosi dell’annuncio della risurrezione.
Ma è un pensiero mirato tutto ad un ristabilimento terreno di una giustizia prettamente umana. Gesù è venuto per annunciare la salvezza dell’uomo e la possibilità della vita eterna, un annuncio per tutti gli uomini, compresi quelli più cattivi. Il pensiero di Dio è molto differente da quello dell’uomo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – Lunedì 7 aprile 6 Aprile 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)