Tempo dopo Pentecoste santi Marta, Maria e Lazzaro Rito ambrosiano Lunedì 29 Luglio 2024
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27-28)
Gesù viene interrotto da una voce che si innalza. Non vuole contraddirlo o fare della polemica cui Gesù era continuamente oggetto da persone che si ritenevano sapienti e giuste. È una donna che pensa alla mamma di Gesù, beata perché lo ha portato in grembo e lo ha svezzato come qualsiasi bimbo. L’eccezionalità è Gesù bambino. Gesù chiarisce che la vera beatitudine è quella dell’ascolto della Parola di Dio e il tentativo di metterla in pratica.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27-28 – Lunedì 29 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Domenica 28 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?».” (Mt 21,12-16)
I capi dei sacerdoti e gli scribi presenti nel Tempio non credono al Signore Gesù ma c’è chi è suo testimone: sono i ciechi, gli storpi e i fanciulli. La verità vince sempre sulla menzogna. La verità è proclamata dalle persone schiette che non hanno paura e così scelte da Dio. Spesso sono persone semplici, pulite come i fanciulli, oppure quelle che avevano colto il dito di Dio nel Signore Gesù come gli storpi e i ciechi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,12-16 – Domenica 28 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano santi Gioacchino e Anna, genitori della B.V. Maria Venerdì 26 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».” (Lc 11,21-26)
Vi è una lotta contro il male, una resistenza nei confronti di quei comportamenti che ledono le altre persone. Ma a volte ci si siede e non si considera più la presenza del male nella propria vita. Così se si pensa di essere lontani, esenti da qualsiasi male e si vive come se non esistesse, allora si è come quell’uomo che viene aggredito dal male che vi prende nuovamente possesso.
Con l’aiuto del Signore Gesù, si è più forti di qualsiasi male. La perseveranza nell’essere in comunione con il Signore è cosa importante per essere felici, per essere con quella serenità nello spirito che altrimenti sarebbe improbabile. Si potrebbe pensare che è difficile e addirittura impossibile essere sempre in comunione con il Signore Gesù. Ma se si ama, se si agisce con quella generosità di spirito, si è sempre in comunione con il Signore che perdona.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,21-26 – Venerdì 26 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Festa Giovedì 25 Luglio 2024
“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)
C’è più gioia nel donare che nel ricevere. Questo detto è sperimentabile e vero. Essere a servizio, ad esempio, in una qualsiasi azione di carità, è sempre una grande benedizione e solleva l’animo quando ci si rende conto che il tutto è stato fatto con semplicità e amore. A volte essere a servizio vuol dire anche accettare l’aiuto delle altre persone per me. Questa cosa è la più difficile perché è ammettere il bisogno dell’aiuto di altri che così vengono a loro volta messe in una buona disposizione per fare il servizio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,20-28 – Giovedì 25 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano san Charbel Makhlu, sacerdote Mercoledì 24 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».” (Lc 11,9-13)
Chiedere, cercare, bussare. Gesù chiede di essere persone in azione, non di buttarsi nel fare altrimenti si sarebbe come Marta, ma agire per approfondire, per essere in relazione con altre persone, per aumentare la fede che si incontra. Questo nella certezza che c’è Dio Padre che vuole dare la possibilità ad ognuno di sceglierlo e di donare lo Spirito Santo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,9-13 – Mercoledì 24 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Festa Martedì 23 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)
La vita di santa Brigida fu prima di sposa e poi si dedicò con tutte se stessa alla formazione di un nuovo ordine monastico. È stata il sale della terra per molti, luce che ha illuminato molti cuori. Oggi c’è bisogno di molta luce che illumini i cuori dispersi, disillusi, che non sanno cosa cercare in una vita che diventa quasi un nulla. La luce, il sale della terra portato da veri testimoni del Signore fanno rinascere la vita.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 – Martedì 23 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Festa Lunedì 22 Luglio 2024
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. ” (Gv 20,1.11-18)
Maria di Màgdala, Maria Maddalena per prima vide il Signore Gesù risorto. Lo vide perché lo cercava dopo che vi era stata la sua passione e morte, lo vide perché gli voleva bene. Gesù vede i cuori e conosce quelli che veramente gli vogliono bene. Ancor prima di presentarsi agli Apostoli da risorto, si fa vedere da Maria Maddalena dando importanza a chi gli vuole veramente bene. Poi solo dopo si presenterà algi Apostoli che dovranno istituire la sua Chiesa. Prima viene l’amore, la carità, poi viene l’istituzione cioè tutto quello che gli Apostoli dovranno fare per istituire la Chiesa perché possa dire l’amore di Gesù.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo marco 8,34-38 – Lunedì 22 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Domenica 21 Luglio 2024
“In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».” (Mc 8,34-38)
Rinnegare se stessi: può significare mettere in discussione le proprie convinzioni non considerandole più assolutamente vere e inviolabili. Si tratta di iniziare ad ascoltare, scendere dal trono del “io so”, e del “sono gli altri che non capiscono”. Rinnegare se stessi è lo sguardo che inizia a guardare per vedere per poter capire. Quell’uscita dall’io costa, è uscire dal proprio guscio fatto di indifferenza e disinteresse. Allora si prende la propria croce non evitando quel problema o quei problemi che fanno parte della vita ma affrontandoli tentando di risolverli, portandoli con se come cosa importante seguendo Gesù. Il Signore aiuta a renderli trasportabili. «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo marco 8,34-38 – Domenica 21 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Venerdì 19 Luglio 2024
“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)
Marta ha la preoccupazione di un servizio fatto bene ma è tutta indaffarata e concentrata solo su questo e per far piacere al Signore. La sorella, Maria, invece sta ad ascoltare il Signore ascoltando la sua Parola. Marta rimane scandalizzata da questo atteggiamento, non lo comprende, sua sorella dovrebbe aiutarla. Ma in questo perde la cosa importante, l’equilibrio fra il fare e la fonte del fare bene che è Gesù. Bisogna attuare momenti nella giornata dedicati all’ascolto di quella Parola che può indirizzare bene la vita: è la Parola del Signore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,38-42 – Venerdì 19 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Giovedì 18 Luglio 2024
In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». ” (Lc 10,25-37)
«E chi è mio prossimo?» Tante persone anonime che si incontrano, si incrociano per strada ognuna con la sua storia, il suo vissuto, ed alcune di esse con una eventuale spesso ben celata richiesta d’aiuto. Queste persone sono il mio prossimo. A volte basta una semplice vicinanza, un semplice saluto e tutto cambia, perché si è vicini. A volte l’ascolto è scoperta dell’altro e novità di qualche cosa che si può realizzare perché possa migliorare la sua vita. A volte basta uno sguardo benevolo con gli occhi che guardano e vedono.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,25-37 – Giovedì 18 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)