Giovedì della III settimana di Pasqua

San Giorgio Martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 23 Aprile 2026

“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.” (Gv 6.16-21)

In un mare agitato con un forte vento che impedisce la navigazione ci si sente in difficoltà e a volte perduti, senza via di salvezza.
Così nella vita possono esserci momenti drammatici dove ci si sente perduti senza una possibilità di soluzione. I discepoli superata la paura si affidano a Gesù e riescono ad approdare al porto della salvezza. La certezza dei discepoli dovrebbe esserci anche in ognuno, quella certezza dell’esistenza del Signore Gesù accogliendolo nella propria esistenza. Come la barca che approda alla destinazione velocemente perché i discepoli hanno accolto Gesù, così chi accoglie Gesù inizia a chiarirsi quale sia la destinazione della propria esistenza e dirigerla nella giusta direzione anche nei momenti più bui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,16-21 – giovedì 23 Aprile 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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