Giovedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 7 Maggio 2026

Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?

Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano, e io li guarisca!

Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio ” (Gv 12,37-43)

Il profeta Isaia profetizzò riguardo quei ai capi dei sacerdoti, gli scribi, i farisei che non hanno accolto Gesù. Cuori induriti e vista accecata sono conseguenza della superbia, della non umiltà.
Ma alcuni dei capi in realtà credettero in Gesù solo che avevano timore di dichiararlo perché sarebbero stati esclusi dalla comunità ebraica, espulsi dalla Sinagoga, oggi diremmo scomunicati.
Il coraggio di esprimere quello che si crede anche oggi è molto assopito. Ma con la fede si possono compiere dei piccoli passi di testimonianza cristiana, passi di pace molto attesi da tante persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,37-43 – Giovedì 7 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)


Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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