Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues sacerdoti e compagni, martiri
Rito Ambrosiano
Lunedì 19 Ottobre 2026
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“In quel tempo. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,40-51)
Nel primo giorno dopo la Dedicazione del Duomo di Milano il Vangelo proposto riguarda la chiamata di Pietro, di Filippo e Natanaele.
Pietro viene chiamato da Gesù «Fissando lo sguardo su di lui». Gesù lo guarda in maniera approfondita come se scrutasse dentro il suo cuore e con la sua autorevolezza fa una cosa unica rispetto a agli altri discepoli: gli cambia il nome.
Filippo viene chiamato da Gesù con semplicità «Seguimi!». Filippo lo segue subito e inizia un inaspettato compito di testimonianza, riferisce a Natanaele quello che gli era accaduto e la possibilità che Gesù sia il Cristo, Colui citato dalle Scritture.
Natanaele viene confermato da Gesù come «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Gesù è confortato da Natanaele persona sapiente e importante in Israele noto anche come Bartolomeo. Finalmente incontra una persona che vuole la ricerca della verità anche se potrebbe essere scomoda ma non vuole vantaggi per sé, vuole veramente capire chi è Gesù.
Gesù chiama ancora oggi perché le persone chiamate possono diventare missionari dell’amore ricevuto dal Signore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,40-51, Lunedì’ 19 Ottobre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)