Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 20 Ottobre 2026
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“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.” (Mc 3,13-19)
Gesù ha un suo stile nell’agire, nel decidere unico e perfetto. In questo ha una importante e continua comunicazione con Dio Padre tramite la preghiera perché è uomo-Dio, la sua umanità vissuta nella pienezza richiede una intensità di preghiera per essere sempre in perfetta comunione con Dio Padre.
Con questo stile di vita raggruppa alcune persone, ne sceglie Dodici come vuole chiamandoli apostoli, diranno la Buona novella alle persone, continueranno la missione di Gesù, diventeranno i primi annunciatori del Vangelo, della speranza del perdono per ogni uomo e donna senza alcuna esclusione. È la grande novità che dev’essere detta in tutto il mondo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,13-19, Martedì 20 Ottobre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)