Lunedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Ireneo, vescovo e martire

Lunedì 28 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, il Signore Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
“vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano”.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza». ” (Lc 8,4-15)

La Parola ascoltata con attenzione, messa nel cuore come cosa importante, custodita come la cosa più preziosa, induce a produrre frutto, ad andare per vie buone nel bene per il prossimo con uno sguardo che è dono di se.
Donare gratuitamente è la grande espressione d’amore cristiano e questo può essere fatto bene tramite l’ascolto della Parola che indirizza sulla via buona da percorrere.
Gesù aiutaci a percorrere vie buone confidando nella tua Parola.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,4-15 di Lunedì 28 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Domenica 27 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro.
Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?».

Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
«Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano, e io li guarisca!».

Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.
Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,35-50)

«Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano;»
La luce è il Signore Gesù che fende le tenebre. Camminare con Gesù significa evitare percorsi tenebrosi, semplici, alettanti ma dannosi per lo spirito e la vita.
Se si riesce a diventare figli della luce si dona speranza e nuove prospettive di vita ad altre persone che intuiscono e capiscono che possano esserci stili di vita differenti e migliori.
Ma la preferenza dell’uomo è quella di andare su vie che considera sicure e nel contempo terrene, mettendo da parte il messaggio di Gesù anche se lo considera vero. Questo è capitato ai capi dei sacerdoti che per non perdere il loro posto pur credendo in Gesù preferirono non confessare la loro fede e rimanere nello loro singole posizioni.
Hanno rinunciato alla luce e alla gioia nella vita andando verso la mediocrità, già in questo c’è il peccato.
Aiutaci Signore a essere persone fedeli che mettano veramente te al primo posto per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,35-50 di Domenica 27 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Cirillo d’Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa

Sabato 26 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.” (Lc 4,31-37)

Gesù dimostra di avere il dominio sulla creazione, persino gli spiriti cattivi, i demoni, non possono che ubbidire a un suo ordine. Un parola ”che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri”
Gesù dunque libera dal male le persone e lo continua a fare anche oggi per chi crede in lui. L’azione del Signore è efficace e vuole ridonare vita, una ripartenza spirituale nuova con la sua azione di perdono, sostegno e liberazione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,31-37 di Sabato 26 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Venerdì 25 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».” (Lc 7,24b-35)

Giovanni il Battista è riconosciuto da Gesù come la persona più grande esistita su questa terra: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni
Non fu riconosciuto dai farisei e i dottori della Legge, questi non si fecero battezzare da Giovanni il Battista e così facendo presero le distanze rendendo vano il progetto di Dio su loro.
Le persone semplici invece ascoltarono e si convertirono al messaggio di Giovanni il Battista preludio a quello che sarebbe avvenuto, una Chiesa universale, aperta a tutte le genti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,24b-35 di Venerdì 25 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Natività di san Giovanni Battista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità

Giovedì 24 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo». ” (Lc 1,57-68)

La nascita di san Giovanni Battista è occasione di gioia, per Elisabetta poiché ebbe un figlio in tarda età, per Zaccaria che ricompone la sua fede, aveva infatti dubitato dell’annuncio riguardo alla nascita di un figlio e per questo rimase muto. Ora Zaccaria riprende a parlare lodando Dio, le sue prime parole secondo l’Evangelista Luca sono una benedizione:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo».
È l’inizio del Cantico di Zaccaria, ogni mattina i religiosi, le religiose, i diaconi, sacerdoti e vescovi lo leggono in preghiera per aprire la giornata con una benedizione.
Il Signore interviene nella storia della salvezza dell’uomo con una nascita per ridare speranza e fiducia in un futuro che potrebbe essere senza termine.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-68 di Giovedì 24 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Mercoledì 23 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17)

Un “unico figlio di una madre rimasta vedova” era morto. Gesù ebbe compassione di questa donna, rimasta sola, e risuscita il ragazzo. L’azione di Gesù è per questa vedova che altrimenti aveva solo il lutto dell’ultimo suo familiare defunto, ed anche il disagio della povertà; nessuno avrebbe dato credito e avrebbe avuto solo un destino di accattonaggio cui erano destinate le vedove senza prole e parenti vicini.
Gesù restituisce alla madre la fonte della vita, suo figlio che riprende a parlare. Gesù vuole ridonare la vita, vuole donare la vitalità in ogni persona che voglia incontrarlo anche oggi. Gesù aiutaci a incontrarti ogni giorno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,11-17 di Mercoledì 23 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Paolino di Nola, vescovo

Martedì 22 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito..” (Lc 7,1-10)

L’azione efficace di Gesù si realizza quando c’è la fede. Non quella fatta di parole e poco radicata nella persona. Si tratta di una vera fede che espone la persona nei confronto del prossimo. Si è disposti a essere giudicati, condannati, persi in giro per la propria fede di cui non ci si vergogna affatto.
Così quel Centurione a capo di un centinaio di soldati, non ha alcun timore di essere giudicato a causa della sua fede che è ben radicata. Crede veramente che Gesù è a capo di molti subalterni (angeli) e ha un potere di guarigione.
Signore aumenta la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 di Martedì 22 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Luigi Gonzaga, religioso

Lunedì 21 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” (Lc 6,39-45)

Una situazione molto diffusa è nel porsi come giudici di ogni situazione che è accaduta. Si giudica, si indica la strada da percorrere in alternativa da quella percorsa credendo di dare un serio e corretto pensiero riguardo ad ogni situazione che possa capitare.
Peccato che non si è perfetti e si è protagonisti di molte situazioni sbagliate. È una pretesa quella di essere persone che diano consigli e giudizi quando non ci si rende conto della propria cecità.
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?»
Sì, prima bisogna togliere quella trave che è nel proprio occhio, per fare questo necessita l’umiltà e il riconoscersi come non superiori agli altri. Solo dopo, forse, si è in grado di correggere il fratello ma con delicatezza, riservatezza e dolcezza.
«Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-45 di Lunedì 21 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 20 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andaròno chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

Il regno dei cieli assomiglia a un re che ha il desiderio di condividere la festa con i suoi sudditi. Vi sono dapprima gli invitati scelti in modo accurato ma nessuno di essi accettò l’invito. È un grave sgarbo il rifiuto, il non essere nella festa organizzata dal proprio re, e poi anche uccidere chi ha portato l’ambasciata dell’invito. Assomiglia molto ai responsabili di Israelite, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, notabili, che rifiutarono Gesù, e uccisero profeti.
L’invito del re si allarga a tutti poiché gli invitati precedenti non ne erano degni. Assomiglia molto all’annuncio della salvezza che si espande a tutti i popoli.
Ma per andare alla festa bisogna prepararsi, non è possibile andare senza l’abito nuziale, cioè senza essere puliti in spirito e corpo. Non basta solo la volontà di andarci ma bisogna essere pronti per andarci. Con una vita onesta e cristiana è possibile essere pronti per partecipare alla festa nel regno dei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 di Domenica 20 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Gervaso e Protaso, martiri

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Sabato 19 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».” (Lc 12,1b.8)

S. Ambrogio rinvenne i resti dei due martiri Gervaso e Protaso vissuti circa due secoli prima di lui davanti alla basilica dei santi Nabore e Felice.
Gervasio e Protasio gemelli, vendettero i beni di famiglia, diedero il ricavato ai poveri e si ritirarono in una casa e per dieci anni stettero in preghiera e meditazione. Furono denunciati e uccisi.
Essi vissero nella verità delle fede cristiana, e all’epoca era eroico il solo praticarla con discrezione, c’era il rischio di denuncia e di essere uccisi come capitò. Non ebbero dubbi e stettero lontani dalla ipocrisia confessando la loro fede con il martirio.
Non ipocrisia e superficialità come quel lievito dei farisei, ma profondità di fede nel cuore come la cosa più importante:
«chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1b-8 di Sabato 19 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)