Lunedì della settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Lunedì 21 Ottobre 2024

“In quel tempo. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,40-51)

Gesù chiama Pietro e il giorno successivo Filippo. Entrambi lo seguono e diventano suoi discepoli. Filippo però compie una missione e riferisce a Natanaele chi aveva incontrato. Natanaele però rimane perplesso anche per la provenienza di Gesù, Nàzaret, piccolo villaggio ignorato dalle Scritture. Natanaele però vuole approfondire e segue Filippo e incontra Gesù. Natanaele non vuole mentire a se stesso indurendo il cuore rifiutando la possibilità di conoscere una persona che potrebbe essere importante. Mentre gli altri rifiutavano Gesù Natanaele lo conosce e rimane stupito:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
Conoscere cose nuove è importante per crescere e la via è l’umiltà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,40-51 – Lunedì 21 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione del Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani

Tempo dopo Pentecoste
Solennità del Signore
Domenica 20 Ottobre 2024

“In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,22-30)

La dedicazione di una chiesa o di un importante edificio come il Duomo di Milano consiste in importante rito con l’unzione dell’altare (con l’offerta dell’incenso) e dei muri. Questo richiama una cosa importante: la chiesa è «segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo di Cristo formato dai battezzati».
La Dedicazione del Duomo a Maria nascente ha questo significato: “Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani”.
Il Duomo è un grande edificio, molto interessante da un punto di vista culturale con le moltissime opere presenti. Ma se fosse solo questo sarebbe un bel museo già visitato da molti turisti in maggioranza non credenti.
Il Duomo è vivo, è pietre vive che sono le persone che vi entrano e si rivolgono al Signore con semplicità di cuore innalzando quella piccola ma preziosa preghiera. Così è casa di preghiera dove l’anima si conforta e riprende contatto con Dio. La chiesa è i battezzati che vivificano l’edifico grazie alla loro presenza, grazie alle celebrazioni comunitarie che si vivono assieme.
Facciamo assieme veivere la nostra Chiesa nel giorno in cui ricordiamo il Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani dedicato a Maria nascente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,22-30 – Domenica 20 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti e compagni martiri
Sabato 19 Ottobre 2024

“In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.” (Gv 2,13-22)

Il denaro dei cambiamonete è gettato in terra da Gesù. Buoi, pecore e colombe assieme ai loro venditori sono mandati via dal tempio. Quel luogo che doveva essere di ingresso alla preghiera era diventato un mercato, dove regnavano affari e guadagni approfittando del pellegrinaggio di numerosi fedeli. Questo poteva essere al di fuori del tempio.
Gesù per far ritornare il significato alla casa di preghiera agisce con fermezza.
«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!»
La casa di preghiera è luogo dove l’uomo trova ristoro per l’anima e non un affare per un buon acquisto di articoli religiosi o alcuni souvenir.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,13-22 – Sabato 19 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Luca evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Venerdì 18 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

Nel Vangelo vi sono delle istruzioni per i discepoli per far bene la loro missione.
Vi è un annuncio importante di pace, di perdono portato dal Signore Gesù. Questo annuncio perché sia credibile deve essere visto nella persona che lo annuncia, che ci creda veramente. Per questo bisogna essere semplici senza la ricerca di beni terreni e nel contempo rispettosi di tutti, soprattutto verso coloro che rifiutano il messaggio di salvezza.
Oggi abbiamo bisogno di salvezza, di riprendere in mano la vita, e la via è Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 – Venerdì 18 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
Giovedì 17 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».” (Lc 24,44-48)

Gesù si riferisce a Mosè, ai Profeti e ai Salmi. In queste parti della Bibbia si parla di Gesù, sono i capisaldi della fede ebraica. Per il sacrificio di Gesù a tutti i popoli sarà predicato il Vangelo facendo riferimento alla Bibbia ebraica che ha preannunciato il Signore e la sua passione.
Salvaci Signore dall’arroganza, dall’egoismo e portaci verso vie di solidarietà per costruire fratellanza fra i popoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Giovedì 17 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
beato Contardo Ferrini
Mercoledì 16 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».” (Lc 23,28-31)

Il legno verde è vivo, cresce e rappresenta la parte innocente, Gesù. Il legno secco non può che essere tagliato o bruciato e rappresenta coloro che hanno condannato Gesù. Questi hanno un destino infausto ma c’è sempre la misericordia di Dio per chi si pente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Mercoledì 16 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 15 Ottobre 2024

“In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».” (Lc 22,67-70)

Gesù è al processo davanti al tribunale ebraico e questo diventa occasione per le risposte che esprimono l’identità di Gesù: è il Cristo (Messia), il Figlio dell’uomo, il Figlio di Dio.
L’incredulità degli anziani del popolo è grande a tal punto da negare l’evidenza dei segni, i miracoli, che il Signore Gesù aveva compiuto e confermavano la sua identità: il Messia, il Figlio di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Martedì 15 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Callisto I, papa e martire
Rito ambrosiano
Lunedì 14 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».” (Lc 22,35-37)

Gesù si prepara alla lotta contro il peccato prima della sua passione, una lotta cruenta dove deve compiersi la Scrittura: «E fu annoverato tra gli empi»
Si tratta della citazione del profeta Isaia che parla di Gesù:
«è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.»
(Isaia 53,12b)
Giunge al compimento della sua missione per la salvezza dell’umanità. Gesù si dona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,35-37 – Lunedì 14 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 13 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù espose ai suoi discepoli un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».” (Mt 13,24-43)

Le tre parabole del Vangelo di questa Domenica esprimo un stile di Dio.
La parabola della zizzania riguarda la giustizia alla fine dei tempi dove il Signore giudicherà. Chi è rimasto negli scandali, nel male difficilmente potrà accedere alla beatitudine celeste.
La parabola della senape fa anche intendere che un piccolo gesto buono, la semina del granello di senape, può diventare cosa grande, un grosso albero.
Nella parabola del lievito dove viene sottolineata l’opera della donna nell’impastare la farina, il lievito fa in modo che l’impasto cresca.
L’uomo dovrebbe fare cose buone e in questo il Signore agisce perché non si spenga l’opera buona compiuta ma si espanda e diventi luce e esempio per molte persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,24-43 – Domenica 13 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Beato Carlo Acutis
Rito ambrosiano
Sabato 12 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,23-35)

Perdonare perché si è perdonati. Dovremmo essere persone felici perché perdonate dal Signore. Una comunità cristiana è anche una Comunità di peccatori perdonati e la Chiesa è santa perché è di Gesù, il Santo dei santi. Se si riesce a cogliere la grandezza del sentirsi perdonati da Dio, l’esistenza diventa più serena nella fede nonostante i molti problemi e i molti drammi.
Allora dovrebbe essere più facile perdonare a nostra volta in una via che dall’odio, dal rancore, si dirige verso il perdono, la giustizia, la pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,23-35 – Sabato 12 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)