V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domencia 29 Settembre 2024

“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». ” (Lc 10,25-37)

«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»
Un uomo di una certa cultura e studioso, un dottore della Legge, fa questa domanda a Gesù, non la fa per ricevere una risposta per ampliare la sua conoscenza ma, ritenendosi già sapiente e giusto, lo fa per mettere alla prova Gesù. Forse non gli importava della risposta perché non aveva alcuna intenzione di cambiare la sua vita.
Gesù gli risponde che c’è una grande forma di amore rispettando i comandamenti di Dio pronunciati dallo stesso dottore della Legge:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Si tratta del grande comandamento dell’amore perché amando si ha la possibilità di cambiare la vita da un normale grigiore, apatia, noia, verso una vita che diventa a colori e TUTTO CAMBIA.
Se ci accorgiamo di Gesù e lo mettiamo come persona importante nella vita di ognuno di noi, allora TUTTO CAMBIA. Questa è la direzione per ognuno piccolo, adulto, anziano. Allora anche il prossimo, le altre persone, non sono più un ostacolo ma diventano possibilità, occasione per amare. Ma quanto bello sarebbe fare del bene dove vi è stato del male, fare del bene anche quando ho ricevuto qualche cosa di brutto perché amando il mio prossimo TUTTO CAMBIA, tutto può cambiare.
Il Samaritano si è preso cura dell’infortunato e ha fatto in modo che fosse poi assistito e curato. Ha cambiato una situazione che poteva essere di morte per lo sfortunato che altrimenti rimaneva lì abbandonato e ignorato da tutti. Ha invece preso al volo l’opportunità di cambiare quella situazione di sofferenza e forse di morte, in assistenza, cura e possibilità di vita. Perché amando il prossimo TUTTO CAMBIA.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,25-37 – Domenica 29 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Rito ambrosiano
Venerdì 27 Settembre 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

I capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani per questioni di convenienza, non dicono quello che pensano ma quello che conviene per avere la massima approvazione di chi ascolta oppure per diminuire al massimo un eventuale aspetto negativo.
Questo modo di agire non è un buon investimento per il futuro, agendo in modo non veritiero, magari per soddisfare tante persone oppure per tenere calme le acque, si distrugge la schiettezza, si da un cattivo esempio e si nasconde la strada per coloro che verranno dopo. La verità a volte costa ma apre al futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 – Venerdì 27 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Cosma e Damiano, martiri
Rito ambrosiano
Giovedì 26 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)

Quanta gioia nel cuore quando Gesù è presente in mezzo agli uomini, sue creature, nella certezza della sua benevolenza e azione a favore dell’umanità. Quanta gioia.
«tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto»
Gesù vorrebbe regalare gioia ad ogni uomo, ogni donna in questo passaggio terreno ma è l’uomo che si chiude e decide nella sua libertà di andare in percorsi di gioia effimera dove è difficile trovare Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,37-40 – Giovedì 26 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sant’Anàtalo e tutti i vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Mercoledì 25 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

Una rovina grande cade su una casa perché non salda, le fondamenta sono deboli. Così chiunque si affida a cose temporanee che possono finire velocemente, e dopo, quando ci si ritrova con se stessi si scopre il nulla, l’essere facilmente soggetto a guai e tentazioni di ogni genere. Si cade nella solitudine, nella tristezza.
La perseveranza nell’ascolto della Parola del Signore inducono a costruire qualche cosa di solido perché non è cosa temporanea ma diventa eterna. L’essere costanti nel tempo nella fede e nell’ascolto della Parola di Dio è un grande passo di speranza verso l’eternità per ogni persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 – Mercoledì 25 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Tecla, martire
Rito ambrosiano
Martedì 24 Settembre 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” (Lc 18,35-43)

«Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
Un cieco chiede pietà a Gesù, non chiede di riavere la vista ma chiede partecipazione, solidarietà nei suoi confronti per la sua condizione di vita sfavorevole.
Lo chiede con forza poiché la gente vorrebbe impedirglielo ma il grido del cieco è forte, convinto, determinato verso Gesù. Il cieco è guarito.
«Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,35-43 – Martedì 24 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Lunedì 23 Settembre 2024

“In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,28-30)

C’è un lasciare, è un sacrificio, spesso una sofferenza perché ci si allontana da persone e ambienti che sono cari.
Ma se si lascia per uno scopo importante con un contenuto d’amore, allora c’è qualche che cosa di nuovo cui si va incontro.
Nel lasciare per seguire Gesù si va incontro a una grande novità di vita piena di ricchezze spirituali e d’amore ma non esente da sofferenze.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,28-30 – Lunedì 23 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 22 Settembre 2024

“In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,41-51)

«Io sono il pane disceso dal cielo», è il pane della vita, è Gesù. È la salvezza che ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, va cercando.
Pane di vita: è dono del Signore Gesù che è Dio, dono della vita e dono perché si viva bene questa vita che ci è stata donata,.Guardando a Gesù si diventa persone che desiderano anche loro donare qualche cosa. Gesù ha donato se stesso, il Pane della vita, e donandosi si scopre la profondità della gioia anche in mezzo a molte difficoltà.
Pane di vita disceso dal cielo: Dio ha deciso di essere uomo fra gli uomini sue creature. Ha deciso di di scendere, di discendere dal cielo, di umiliarsi e di non usare per sé i suoi infiniti poteri, ma di fare tanto per tante persone in difficoltà. Gesù è il pane della vita disceso dal cielo.
«Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno»: accogliendo veramente nel cuore Gesù mangiando il suo pane, vi è già uno sguardo verso l’infinito, qualche cosa che non ha più termine, una speranza che si fissa nel cuore anche se non si può vedere ma si sa che c’è.
Apriamo il nostro cuore a Gesù, il pane della vita perché vuole il nostro bene e vuole che doniamo anche noi il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,41-51 – Domenica 22 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Matteo, apostolo ed evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Sabato 21 Settembre 2024

“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)

Matteo è chiamato a lasciare la sua attività di esattore per conto dell’invasore romano e a seguire Gesù. Risponde prontamente e inizia a essere discepolo del Signore.
Gesù chiama i peccatori alla conversione e non infrequentemente vuole che essi siano anche suoi discepoli. La conversione del cuore che lascia l’iniquità per tentare vie solo di equità, giustizia, carità, è guardata dal Signore Gesù come cosa preziosa.
Cambiamo il nostro cuore sapendo che nell’intenzione del cambiamento verso il bene c’è lo sguardo del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-17 – Sabato 21 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Venerdì 20 Settembre 2024

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio». ” (Lc 18,24-27)

Quello che chiede Gesù sembra di difficile applicazione, di difficile vita. C’è una grande esigenza nell’essere discepoli di Gesù ma sembrerebbe molto esigente anche quella di essere dei “normali” cristiani.
Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?»
Confidando solo sulle proprie forze non si riuscirebbe. Ma iniziando a affidarsi e a fidarsi del Signore allora tutto diventa possibile, anche quello di essere cristiani nella società d’oggi.
«Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,18-23 – Venerdì 20 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Ildegarda di Bingen, dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Giovedì 19 Settembre 2024

“In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.” (Lc 18,18-23)

La vita eterna è la speranza e certezza nella fede. Il notabile chiede questo a Gesù, intendendo la vita eterna nel Paradiso in quella condizione profonda di gioia.
Gesù dapprima dice di agire nel bene di essere persona che rispetta i comandamenti d’amore di Dio. Poi, sentendo che il notabile stava cercando di più, aggiunge di seguirlo, di diventare suo discepolo.
Il notabile però non riesce a fare questo salto di qualità e rimane attaccato ai suoi numerosi beni e rimane triste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,18-23 – Giovedì 19 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)