Martedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 4 Giugno 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato! ». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.” (Lc 5,12-16)

«Signore, se vuoi, puoi purificarmi»
Il lebbroso non pretende di essere guarito ma fa una affermazione di fede, del tipo: “Se è nella tua volontà, se lo vuoi puoi guarirmi”. È una segno di rispetto e fede. La risposta di Gesù è conseguente: «Lo voglio, sii purificato!»
A volte capita di pretendere cose dal Signore del tipo “Gesù guarisci questo bambino!”, quando la dizione dovrebbe essere una richiesta umile di aiuto nella fede del tipo: “Signore, abbi pietà di me, ti chiedo se vuoi di guarire questo bambino ma chi sono io per chiederti questo?”.
Gesù compie anche oggi azioni di profonda guarigione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,12-16 – Martedì 4 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Carlo Lwanga e compagni, martiri
Lunedì 3 Giugno 2024

“In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.” (Lc 5,1-6)

Gesù insegnava alle folle, e cerca aiuto collaborazione di altre persone. Coinvolge pescatori e sale sulla barca di Simone per parlare alla folla dall’imbarcazione.
Dopo l’insegnamento dice a Simone come prendere una grande quantità di pesci dopo una notte di lavoro infruttuosa. Nella pesca miracolosa si incomincia a vedere il dominio di Gesù sulla creazione, lui che è Dio per mezzo del quale tutto è stato creato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,1-6 – Lunedì 3 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».” (Lc 12,22-31)

Provvidenza. Affidarsi, avere fiducia della presenza del Signore che provvede. Se c’è la fede, se c’è la percezione di essere veramente figlio, figlia di Dio grazie al battesimo ricevuto, se c’è la volontà di essere cristiani non solo sulla carta ma realmente nella quotidianità, allora dovrebbe esserci la fiducia nella provvidenza, un Dio che provvede anche nelle cose materiali dove esse necessitano.
Su questo aspetto credo che vi sia una diffusa disillusione ma vi sono molte realtà dove la provvidenza arriva: una per tutte la Caritas che non è solo una associazione benefica umana ma è l’espressione della carità cristiana nella quale si esprime la provvidenza del Signore. Poi vi sono situazioni prettamente personali dove si può cogliere la presenza del Signore che interviene.
«Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede.»
Sì, la fede è la virtù teologale che porta poi anche alle altre, la speranza e la carità. Se c’è fede, c’è speranza e c’è anche carità, anche quella che riceviamo grazie alla provvidenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-31 – Domenica 2 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Giustino martire
Rito Ambrosiano
Sabato 1° Giugno 2024

“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».” (Lc 2,22-32)

La presentazione al Tempio di Gesù dopo quaranta giorni dalla nascita è motivo di stupore e gioia per il vecchio Simeone il quale non può che prendere il bambino far le sue braccia e esultare nel suo spirito: aveva nelle sue braccia il suo Creatore, Dio.
Questo conclude nella pienezza l’attesa del vecchio Simeone e nel modo migliore. Il suo cantico è quello che ogni consacrato al Signore dice alla sera nella preghiera della compieta come conclusione della giornata vissuta. L’augurio è che vi sia stato nella giornata la consapevolezza della presenza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-32 – Sabato 1° Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Visitazione della B.V. Maria

Tempo dopo Pentecoste
Festa del Signore
Rito Ambrosiano
Venerdì 31 Maggio 2024

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.” (Lc 1,39-56)

Dopo il concepimento del Signore, Maria in fretta si reca da sua cugina Elisabetta. Appena c’è l’incontro fra le due donne, lo Spirito Santo inizia ad agire in modo pieno ed Elisabetta comprende subito che di fronte a lei c’è la Madre del suo Signore. Giovanni il Battista nel grembo di Elisabetta, sussulta come se capisse che è arrivato il Signore.
Maria non può fare a meno di dire il Magnificat.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-56 – Venerdì 31 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Corpo e Sangue di Cristo

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito Ambrosiano
Giovedì 30 Maggio 2024

“Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero al Signore Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.” (Mc 14,12-16.22-26)

Un atto d’amore, il Corpo e Sangue di Cristo. La presenza reale del Signore Gesù nella Eucarestia. «Prendete, questo è il mio corpo»
Corpo donato.
«Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.»
Sangue versato.
Nell’ultima Cena, nel momento importante della istituzione della Eucarestia, il Signore Gesù esprime il desiderio di bere ancora il frutto della vite assieme con i suoi discepoli nel regno del Padre suo che diventa Padre nostro grazie alla sua passione morte e risurrezione. Un desiderio che può essere realizzato se scaturisce nell’uomo la fede dal cuore, se veramente crediamo nella presenza reale del Signore Gesù in quel pane e in quel vino dopo la consacrazione in ogni Messa.
E’ la più grande grazia che il Signore potesse regalare alla umanità, la sua presenza viva. Il Signore non ci lascia, vuole una profonda comunione a tal punto che ha istituito l’Eucarestia. Credere nel Signore, credere nell’Eucarestia, credere alla presenza reale del Signore,conduce alla gioia e apre le porte della vita eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 14,12-16.22-26 – Giovedì 30 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Sisinio, Martirio e Alessandro, martiri e Vigilio, vescovo
Rito Ambrosiano
Mercoledì 29 Maggio 2024

“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)

Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Lo scopo di Gesù non era quello di eliminare ogni forma di male dalla faccia della terra guarendo tutta l’umanità dalle malattie. Lo scopo di Gesù era quello di portare un messaggio di salvezza e di conversione dei cuori verso un Dio misericordioso che ci tiene ad ogni creatura. Per questo Gesù guariva molte persone per dare una indicazione, una speranza di eternità oltre la vita terrena.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Mercoledì 29 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
beato Luigi Biraghi, sacerdote
Rito Ambrosiano
Martedì 28 Maggio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)

Nella sua pazienza, Gesù spiega i suoi segni, i miracoli, che sono numerosi e di accorgersi di questo confrontando con quello accadde prima di lui. Vi sono stati sì dei miracoli ma pochi. Se non altro per la qualità e il numero avrebbero dovuto credergli ma invece si sdegnarono e volevano gettarlo giù da un monte sul quale era costruita Nazareth.
Vi sono a volte due possibilità con Gesù: da una parte lo sdegno che colpisce il cuore delle persone incredule, dall’altra lo stupore di incontrare una grande persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 – Martedì 28 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Ludovico Pavoni, sacerdote
Rito Ambrosiano
Lunedì 27 Maggio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».” (Lc 4,14-16.22-24)

Gesù a Nazareth nella Sinagoga legge la Scrittura e commenta come normalmente fa ogni sabato. Ma nel luogo dove era cresciuto era poco accetto perché lo avevano visto crescere. Pur essendo meravigliati delle sue parole non riuscivano a credere in lui. Vedevano in Gesù il figlio di Giuseppe, il falegname, e non riuscivano a vedere la possibilità che fosse diventata una persona così sapiente.
Signore aiuta i nostri cuori a superare le barriere della diffidenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,14-16.22-24 – Lunedì 27 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santissima Trinità

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito Ambrosiano
Domenica 26 Maggio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: “Mi hanno odiato senza ragione”. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».” (Gv 15,24-27)

Gesù nel Vangelo parla dell’esistenza di Dio Padre e dello Spirito Santo che procederà dal Padre e dicendo questo si riconosce come unigenito Figlio di Dio. È la santissima Trinità. Dopo la solennità della Pentecoste, dell’effusione dello Spirito Santo, ecco la solennità della santissima Trinità, il Dio cristiano uno e trino. Padre, Figlio e Spirito Santo, lo indichiamo sempre nel segno della Croce che spesso è un qualcosa di abitudinario per il credente, mentre qualche cosa di arcaico e desueto per il non più credente.
In quel segno c’è la santissima Trinità, c’è l’indicazione della pace che si può iniziare a costruire assieme partendo da ogni singolo cuore. È importante una profonda comunione di intenti e l’intento per eccellenza è la pace. La santissima Trinità è in una profonda e perfetta comunione, come se fosse una sola persona, umanamente impossibile. Ma per l’uomo vi è la possibilità di una imitazione perché possa perseguire con il suo cuore la pace mettendosi in comunione-

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,24-27 – Domenica 26 Maggio 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)