Lunedì in Albis

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì, 18 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.” (Lc 24,1-12)

Pietro corse al sepolcro. Voleva vedere cos’era accaduto e trovò come le donne avevano riferito.
Si realizza la Parola del Signore, la sua risurrezione è avvenuta.
A volte quello che viene riferito sembra non credibile, incredibile, eppure nel cuore si può affacciare quella intuizione per la quale bisogna approfondire anche se freddamente e logicamente la cosa non può sussistere.
Pietro corre perché aveva nel cuore quella intuizione che il Signore fosse veramente risorto e doveva approfondire, aspettare, attendere gli avvenimenti.
Così dovrebbe essere il cristiano, attento all’ascolto e attento al cuore per approfondire e rafforzare la fede nel Signore Risorto.
Gesù è risorto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,1-12, Lunedì 18 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica, 17 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,11-18)

È risorto.
È risorto per il soldato russo che ha preso il suo fucile mitragliatore e ha ucciso diversi soldati ucraini.
È risorto per il soldato ucraino che ha preso il suo fucile mitragliatore e ha ucciso diversi soldati russi.
È risorto per ogni soldato ferito, per ogni soldato ucciso.
È risorto per coloro che hanno trucidato, abusato, maltrattato tanti civili innocenti.
È risorto per chi è rimasto ucciso, abusato, maltrattato.
È risorto.
È risorto per chi è fuggito dalle proprie case in cerca di rifugio all’estero.
È risorto per chi è stato deportato all’estero.
È risorto per chi ha deportato migliaia di persone verso una patria straniera.
È risorto.
È risorto in quella malattia così ingiusta e debilitante dove tutta la famiglia è malata.
È risorto per chi non ce la fa ad arrivare a fine mese.
È risorto in quel fallimento matrimoniale, in quella incomprensione umanamente insanabile.
È risorto nel povero, nell’affamato, nell’indigente.
È risorto in quella persona che non ha più la forza di alzare lo sguardo perché non capita, esclusa, isolata, delusa.
È risorto per noi, un popolo che può essere forte nella speranza della Risurrezione dove ogni debolezza e peccato può essere trasformato in una nuova fe orte speranza.
È risorto per essere Comunità Pastorale in cammino dietro a Gesù risorto per noi.
Gesù è risorto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,11-18, Domenica 17 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della Settimana Autentica

Celebrazione della Passione del Signore
Rito Ambrosiano
Venerdì, 15 Aprile

PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO SECONDO MATTEO
“Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il «Campo del vasaio» per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato «Campo di sangue» fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, «si divisero le sue vesti, tirandole a sorte». Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.” (Mt 27,1-56)

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
In una offerta d’amore il Signore dona tutto se stesso, si abbandona volontariamente alla violenza insensata dell’uomo perché l’uomo stesso possa essere salvato.
L’uomo lo ha insultato, umiliato, flagellato, nessuna sofferenza può essere ampia come questa. Eppure, il Signore che aveva la possibilità di cambiare il suo destino con un batter ciglio, va fino in fondo. Vuole salvarci. E lo ho fatto.
Il desiderio di Dio è che tutta l’umanità, nessuno escluso e quindi compresi i suoi accusatori e coloro che lo hanno condannato, tutta l’umanità sia raggiunta dal suo amore, che abbia la possibilità d’essere un popolo solo.
In questa totale offerta del Signore molti sono attratti, attratti dallo scandalo della Croce che diventa un segno d’amore di Dio per tutta l’umanità.
L’amore di Dio è esagerato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 27,1-56, Venerdì 15 Aprile 2022 – Triduo Pasquale – Rito Ambrosiano)

Giovedì della Settimana Autentica

Celebrazione vespertina nella cena del Signore
Rito Ambrosiano
Giovedì, 14 Aprile

PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO SECONDO MATTEO
“Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: / “Percuoterò il pastore / e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: / d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo / seduto alla destra della Potenza / e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!».
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.” (Mt 26,17-75)

Eucarestia. Un pane azzimo fatto di sola farina e acqua, e del vino cui è aggiunta poca acqua. Questo pane e questo vino sono Cristo dopo che il sacerdote ha pronunciato le Parole di Gesù nella sua ultima Cena. Corpo e Sangue del Signore, Corpo donato, Sangue versato. Gesù si ripresenta, è la ripresentazione sacramentale dell’unico sacrificio di Cristo che si ripresenta e si ripresenta in ogni Messa. È sempre l’unico sacrificio di Cristo.
Quale dono potrebbe essere più grande? Gesù non ci vuole lasciare e lascia se stesso come presenza viva per noi. Per questo ha accettato volontariamente la sua Passione e in quell’ultima Cena ha detto le Parole.
«Prendete, mangiate: questo è il mio corpo»
«Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.»

La salvezza è donata. Si crea quel legame dove Gesù ci chiama settimanalmente per rimanere collegati con lui, ne abbiamo bisogno altrimenti tutto potrebbe finire nel dubbio e la fede spegnersi. È il luogo dove il popolo in cammino dietro Gesù si incontra e pone le basi perché vi sia una comunità che creda e si sostenga.
È il luogo dove si inizia a comporre il perdono reciproco aprendosi alla giustizia verso la pace.
Siamo qui Signore chiamati da te, perché ci vuoi con te, siamo tue creature e siamo qui per avere quella luce d’amore che dona speranza e futuro. Siamo qui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,17-75, Giovedì 14 Aprile 2022 – Triduo Pasquale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 13 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.” (Mt 26,14-16)

Giuda vende Gesù. Trenta monete d’argento il prezzo. Quando mai è possibile valutare con una somma di denaro una persona? Ogni vita dovrebbe essere inviolabile. Ma i tradimenti e le vendite di uomini, donne, bambini sono una piaga esistente. Spesso le donne sono ridotte in schiavitù, i bambini sfruttati e maltrattati, gli uomini ricattati dai potenti mercanti.
Gesù è venduto, umiliato, maltrattato. Il Salvatore del mondo è trattato come il peggiore dei briganti.
Ma quante volte ho trattato male il Signore? Quante e quante volte mi sono allontanato dal suo amore?

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,14-16, Mercoledì 13 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Martedì, 12 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso».
Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».” (Mt 26,1-5)

Gesù annuncia la sua Passione ormai prossima ma che sta già vivendo e ha già vissuto in tutto il suo peregrinare in mezzo alle molte incredulità di coloro che avrebbero dovuto accoglierlo per primi.
Il rifiuto della sua Gerusalemme è per il Signore una profonda ferita, l’amata lo rifiuta, la città che avrebbe dovuto accoglierlo e affidarsi a lui non gli crede e preferisce abbandonarlo, condannarlo e ucciderlo.
Si inizia a comporre l’atto finale, ”per catturare Gesù con un inganno e farlo morire”.

Aiuta Signore a seguire Gesù nel suo dono d’amore per ognuno di noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,1-5, Martedì 12 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della Settimana Autentica

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Lunedì, 11 Aprile

VANGELO
“IIn quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». ” (Lc 21,34-36)

La Settimana Autentica (Santa) prosegue con un invito: evitare tutto ciò che appesantisce i cuori perché siano disposti a vegliare, a essere attenti. Questo si realizza con la preghiera seguendo le orme di Gesù, facendo memoria della sua offerta nella sua Passione.
«Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo»
Solo il Figlio dell’uomo riesce a vivere la Passione senza chinarsi in alcun momento al male. Rimane in ogni istante in comunione con Dio Padre. Nella preghiera si trova quella forza per affrontare “ tutto ciò che sta per accadere”. Camminando assieme dietro a Gesù si trova il dono di questa forza che sostiene gli uni, gli altri.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-36, Lunedì 11 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica delle Palme

Settimana Autentica
Rito Ambrosiano
Domenica, 10 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.” (Gv 11,55-12,11)

In Betania vi è il saluto del Signore Gesù a chi gli voleva bene, cena con Marta, Maria, Lazzaro. Vi erano anche i suoi discepoli. Il momento è solenne, ha inizio la Settimana di una offerta piena del Signore affinché possa essere sconfitto il male, quel male che si chiama egoismo, indifferenza, violenza.
Maria prende l’iniziativa, con una intuizione prende quel profumo di nardo in grande quantità, 300 grammi, è una sproporzione veramente esagerata, dice quanto è prezioso il Signore. Giuda valuta quel profumo come trecento giorni di stipendio di un lavoratore, trecento denari, parecchio e vorrebbe che questo fosse dato ai poveri. Sembra una buona iniziativa ma i molti poveri saranno sempre presenti mentre Gesù lo sarà ancora per poco.
«Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me»
Sprecare l’amore a piene mani, regalarlo, donarlo. Questo è rappresentato da quel profumo ed è vissuto da Gesù che dona nella sua Passione l’immensità d’amore all’umanità. Abbiamo bisogno di questa effusione di misericordia sull’umanità oggi perduta, in parte ha perso il contatto con Dio, in parte usa Dio per i propri scopi, in parte dimentica della solidarietà, della fratellanza.
Il giorno dopo Gesù entra nella sua Gerusalemme con quelle palme e ulivi simboli di pace. C’è il popolo dietro a Gesù, è il momento di lodarlo, è il momento d’amarlo.
Siamo popolo in cammino dietro Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 711,55-12,11 , Domenica 10 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato «in Traditione Symboli»
Sabato, 9 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». ” (Mt 11,25-30)

Il Sabato mattina della V settimana di Quaresima precede la Settimana Autentica che inizia con le celebrazioni serali vigiliari della Domenica delle Palme. Nelle celebrazione mattutina in Duomo viene presentato il Simbolo di fede (il Credo) ai catecumeni, coloro che riceveranno il Battesimo il giorno di Pasqua.
I piccoli nella fede, coloro che si stanno affacciando al cristianesimo come i catecumeni, sono i preferiti dal Signore nella loro semplicità e purezza di cuore, sono privi di tutte quelle elaborazioni mentali dei dotti e dei sapienti, e spesso hanno uno sguardo più sincero verso il Signore Gesù.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».
Dovremmo ritornare sempre alle origini del Battesimo, della grazia ricevuta dal Signore, e di questo ne avremo occasione nella Veglia pasquale, nella Notte santa dove ognuno rinnoverà le promesse battesimali.
Con fiducia iniziamo la Settimana Autentica (Santa) con quello slancio proposto dal Vangelo:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,43-53, Sabato 9 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giorno aliturgico
Venerdì, 8 Aprile

V VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (6 marzo 2022) a Giovedì Santo (14 aprile 2022). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Preghiera di mons. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli
«Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori.
Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi!
Perdonaci Signore,
perdonaci, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi.
Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte.
Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, perdonaci se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele.
Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti.
Perdonaci la guerra, Signore. Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino!
Illumina la nostra coscienza non sia fatta la nostra volontà,non abbandonarci al nostro agire!
Fermaci, Signore, fermaci!
E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello.
O Signore, poni un freno alla violenza!
Fermaci, Signore!
Amen.». (Preghiera di mons. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli)

A cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)