Venerdì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Romualdo, abate

Venerdì 18 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».” (Lc 6,20a.36-38)

Dopo le beatitudini e i guai, il Signore Gesù da alcune indicazioni per essere persone felici.
La misericordia e il non giudizio sono due pilastri per ogni cristiano per essere persone nella grazia di Dio.
La misericordia consiste nel guardare i fratelli e le sorelle (il prossimo in generale) come persone da amare e dare quella opportunità di riscatto, aiuto e perdono. Questo in un contesto di non giudizio che diventa aiuto. Il non sentirsi giudicato da altre persone per i propri sbagli è già una partenza per riparare, se è possibile, e cambiare il percorso della vita.
C’è gioia nel dare, nel donarsi e «una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20a.36-38 di Venerdì 18 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Giovedì 17 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».” (Lc 6,20a.24-26)

I guai seguono le beatitudini dette dal Signore Gesù. Si tratta di un avvertimento per quelle persone che hanno preso dei cammini egoistici, lontani dalla carità e dall’amore. Gesù indica sopratutto chi è nell’agiatezza senza che condiva nulla con le persone bisognose, chi è sazio e probabilmente ozioso, chi basa la propria vita su un divertimento e per chi va alla ricerca di glorificazioni e lodi da parte di altri uomini.
Sono cammini pericolosi che portano già qui su questa terra a una vita poco felice, fatta di emozioni effimere. La gioia si trova nel donare e nel donarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20a.24-26 di Giovedì 17 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Mercoledì 16 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Disceso con i dodici, il Signore Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti».” (Lc 6,17-23)

Dal Signore Gesù ” usciva una forza che guariva tutti”, per questo accorrevano da tutte le direzioni molte persone, una moltitudine di gente, per essere sanata.
Gesù è venuto a portare la salvezza e lo dimostra con questi molteplici segni di guarigione: sono gratuiti e nulla viene richiesto. Questa enorme gratuità è per ogni persona che si affida al Signore Gesù. Viene donata la salvezza.
La richiesta di Gesù è quella della pazienza, e lo fa con le beatitudini riguardo a chi è nell’indigenza, e a chi è perseguitato. Sono situazioni di ingiustizia ma l’assicurazione è che sarà fatta giustizia, non in questo mondo ma nei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,17-23 di mercoledì 16 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Beato Clemente Vismara

Martedì 15 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.” (Lc 6,6-11)

Sempre nel giorno del riposo sabbatico, Gesù compie una guarigione sanando una mano paralizzata.
Questa attività non era nell’elenco dei lavori che si potevano fare nel giorno di riposo e dunque era da considerarsi illecita, un peccato perché la Legge era stata violata. Questo per i gli scribi e i farisei era motivo di scandalo e condanna.
«Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?»
Gesù tenta di muovere le coscienze, di uscire dalla formalità della Legge e di capire cosa sta per accadere. Non dice di violare la Legge ma di completarla, di viverla nella pienezza e dove c’è da fare della carità, questa può essere senz’altro fatta nel giorno del riposo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,6-11 di martedì 15 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Lunedì 14 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Lc 6,1-5)

La cosa più semplice sarebbe quella di applicare nella propria vita le regole, così come sono scritte, ne più ne meno. Certo, sono regole buone scritte con l’intenzione del bene per l”uomo, come ad esempio la regola del riposo dove non bisogna fare alcun lavoro discepoli di Gesù non dovevano cogliere le spighe perché è lavorare. Ma essi avevano fame. Se mangiano violano la Legge riguardo il riposo, se non mangiano digiunano, hanno fame. Quale è la decisione giusta?
. È quella di non interpretare la Legge in maniera rigida, farisaica, ma calare la norma nel contesto che sta accadendo, e le spighe raccolte per sfamarsi non è certo da considerare un lavoro ma una necessità per sfamarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,1-5 di Lunedì 14 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Domenica 13 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».” (Mc 10,1-12)

Il matrimonio è una cosa seria per essere persone felici. È impegno, rispetto, sguardo d’amore, di comprensione, di accoglienza ed altro e altro ancora. Qui sta la scelta di entrambi i coniugi, una scelta importante nella considerazione di diventare persone che camminano assieme con una promessa di un legame che non potrà più essere sciolto, una promessa che dice: “voglio essere con te per tutta la vita”, che non è solo poesia ma amore.
“li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”
Non è una unione superficiale, l’essere assieme per il perdurare di un tempo che termina quando vi sono alcuni problemi. Qui è il gioco dell’amore dove lo sguardo verso il coniuge dovrebbe essere di comprensione e perdono nel risolvere assieme quello che non va bene, e senza giudicare, perché il marito e la moglie non devono essere giudicati ma amati.
«Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto»
Ma ci sono persone che non ce l’hanno fatta e qui c’è la misericordia di Dio che è vicino a chi ha il cuore ferito. Non dunque esclusi a causa del fallimento matrimoniale ma accolti con cammini dedicati e attenti,
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,1-12 di Domenica 13 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Memoria del Cuore immacolato della B.V. Maria

Sabato 12 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,14-18)

Si fa memoria del Cuore immacolato della Beata Vergine Maria subito dopo il Sacratissimo Cuore di Gesù. Questa memoria è per la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria voluta da papa Pio XII il 31 ottobre del 1042.
Ci si affida alla Madonna confidando nel suo amore materno, nel suo essere Madre della Chiesa di Gesù. Anche oggi ci affidiamo con fiducia al suo cuore immacolato per essere guidati dal suo immancabile amore verso il suo figlio Gesù.
A suor Lucia, una delle pastorelle di Fatima, dobbiamo anche la devozione al Cuore Immacolato di Maria dei “Primi cinque sabati del mese”:
«A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza.»,
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 di Sabato 12 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sacratissimo Cuore di Gesù

Tempo dopo Pentecoste
Solennità

Venerdì 11 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».” (Gv 19,31-37)

Dopo la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, viene ricordata la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Esaltato sulla croce, Gesù è divenuto fonte di vita e d’amore, a cui tutti i popoli volgeranno lo sguardo e potranno attingerne. Questa Solennità vuole ricordare anche l’importanza della adorazione al cuore di Gesù, questo perché rappresenta la sua umanità, ed anche la sua divinità. Inoltre, il Cuore di Gesù è l’amore del Salvatore per gli uomini, quel cuore rappresentato spesso nelle immaginette e nelle opere d’arte rappresenta questa immensità d’amore del Signore per il suo creato.
«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto»
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,31-37 di venerdì 11 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Giovedì 10 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi». ” (Lc 5,36-38)

Un otre è un contenitore di pelle rovesciata di capra. Si usava anche per il vino. Se l’otre era già usato e vi era versato il vino nuovo frizzante, si poteva rompere. Si usavano dunque otri nuovi per il vino nuovo.
Così vale anche per la novità portata da Gesù, come un vino nuovo che può essere accolto da persone che hanno una buona e robusta capacità ricettiva come un otre nuovo. Ma vi erano tante persone che non erano disposte ad accogliere la novità di Gesù ed erano come otri vecchi.
Si tratta dunque di essere come otri nuovi, cioè avere quella umiltà di accogliere la novità di Gesù senza condizioni per non essere otri vecchi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,36-38 di Giovedì 10 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Efrem, diacono e dottore della Chiesa

Mercoledì 9 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».” (Lc 5,33-35)

Il digiuno nella sfera religiosa è spesso una pratica di astensione dal cibo come saltare un pasto praticato da persone senza malattie o altri problemi. Questa pratica aiuta ad avere un controllo su di se e a moderare le pulsioni. Da un punto di vista religioso si tratta anche di far posto alla cosa importante, e la privazione scelta liberamente è un modo per far posto al Signore.
Capita che questa pratica sia usata in modo sbagliato, come ad esempio una riparazione di un danno fatto al prossimo quando invece c’è la possibilità concreta di riparare, il digiuno non supplisce alla riparazione del danno e alla richiesta di perdono
Capita anche che il digiuno sia praticato in momenti sbagliati, come ad esempio durante la settimana di Pasqua o quella di Natale quando dovrebbe esserci invece la festa.
Ma vi sono altre forme di digiuno come ad esempio astenersi dai comportamenti cattivi e egoistici sostituendoli con quelli buoni e generosi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 5,33-35 di Mercoledì 9 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)