Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI SABATO 31 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)

Chi si perde per le altre persone, chi dedica la propria esistenza nel darsi gratuitamente, nel donarsi, è come il chicco di grano che muore e produce molto frutto. Si tratta della sequela, del seguire il Signore Gesù per capire la giusta direzione del donarsi e in questo si trova la vera e propria felicità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 di sabato 31 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI VENERDÌ 30 AGOSTO
“In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.».” (Gv 1,35-42)

Giovanni il Battista indica l’agnello di Dio ai suoi discepoli, due dei quali si staccano e seguono Gesù per vedere dove era la sua dimora.
Giovanni il Battista indica e indirizza verso il Signore Gesù che è la persona da seguire, Giovanni ne è il testimone senza remore, senza tenere per se nulla altrimenti non sarebbe stato un buon profeta.
Grazie a Giovanni il Battista iniziano a raggrupparsi attorno al Signore i primi discepoli che diventeranno Apostoli. La testimonianza verace riguardo Gesù è importante per indirizzare persone verso una nuova e piena vita che in divenire potrebbero avere anche un ruolo importante nella storia della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 di venerdì 30 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – FESTA

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 29 AGOSTO
“In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.” (Mc 6,17-29)

La festa del martirio di Giovanni il Battista è momento importante nella Chiesa ambrosiana a tal punto che le Domeniche seguenti si chiameranno prima Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il battista, seconda Domenica dopo il martirio … e così via .
Colui che Gesù proclamerà come il più grande dei profeti viene ucciso perché diceva la verità e non solo riguardo la moglie di Erode, Erodìade che era già sposta con il fratellastro di Erode ma aveva il coraggio di dire sempre la verità, con molta schiettezza e in ogni occasione.
Testimone della fede in Dio, precursore del Signore Gesù, per mezzo della perfidia della moglie di Erode, Giovanni il Battista viene martirizzato. Erodìade rappresenta il dramma del puntare solo e unicamente su una gloria terrena e di nascondere sempre le cose che non vanno bene pur di ottenere un grado di rispettabilità e potere ma solo terreno. E’ la perdita della propria anima, della serenità, poiché non vi è altro che ricerca di astute vie nella menzogna e di cercare di eliminare le persone che potrebbero minare queste vie.
Giovanni il Battista viene dunque ucciso perché testimone di Gesù e della verità.
Quanto invece è rasserenante essere nella verità anche se a volte non ci si riesce sempre per una fragilità dell’uomo ma si tenta con le proprie forze di essere sulla via della verità portata da Gesù. Essere veri e schietti a volte induce a contrasti ma si diventa persone vere e lontane dalla falsità, in cammino di fede e di gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 6,17-29 di giovedì 29 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 28 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».” (Lc 7,24b-27 )

Gesù stesso chiarisce chi è Giovanni il Battista che per alcuni poteva anche essere scambiato per il Cristo.
Giovanni il Battista non è un uomo scostante come una canna sbattuta dal vento ma al contrario fedele e costante alla sua missione.
Non è un suddito alla corte, un adulatore del re ma colui che dice la verità.
E’ l’ultimo e più grande dei profeti della storia della salvezza. Siamo allo spartiacque di due grandi epoche della storia dell’umanità, prima di Cristo e dopo Cristo e Giovanni il Battista ne à testimone e profeta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 7,24b-27 di mercoledì 28 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI MARTEDÌ 27 AGOSTO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,15-18)

Giovanni il Battista non vuole essere scambiato per il Messia lui stesso, sa molto bene della sua missione e chi è: un uomo profeta di Dio. La grandezza del Signore Gesù è talmente ampia che il profeta più grande non è degno neanche di chinarsi e slegare i lacci dei sandali del Signore.
Giovanni chiarisce bene che è a servizio di Dio per preparare la strada a Gesù che battezzerà con lo Spirito Santo e il fuoco dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,15-18 di martedì 27 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della Domenica che precede il martirio di San Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI LUNEDÌ 26 AGOSTO
“In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,4-8)

L’annuncio di Giovanni il Battista prepara all’evento storico più importante per l’intera umanità, sta per avvenire la rivelazione di Gesù in mezzo al suo popolo Israele, il Figlio di Dio, il Messia. L’evento del Creatore in mezzo alle sue creature.
Giovanni il Battista prepara tutto ciò e con la sua forza e coscienza d’essere solo un uomo, creatura di Dio, battezzava con quel battesimo di conversione e perdono dei peccati. Ma dopo la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù, il battesimo avrà la presenza di Dio nel battezzato: lo Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,4-8 di lunedì 26 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI DOMENICA 25 AGOSTO
“In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».” (Mt 18,1-10)

La domanda dei discepoli a Gesù. “chi è il più grande?” cioè chi ha più forza in una determinata qualità oppure chi ha più potere rispetto agli altri discepoli e quindi ne è superiore?
Una domanda molto umana e la risposta decostruisce la stessa domanda: il più piccolo è il più grande. Gesù ribalta la prospettiva dei discepoli, conta chi non conta, vale di più chi è più piccolo. Un cuore che non si gonfia ne insuperbisce ma placa la sua anima in Dio come un bambino si affida al suo papà, è grande nel regno dei cieli.
E’ meglio essere consci di essere poveri, deboli, insiti nella propria pochezza che rimanere orgogliosi e perdere la propria anima.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 18,1-10 di Domenica 25 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

S. Bartolomeo, Apostolo – Festa

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI SABATO 24 AGOSTO
“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,45-51)

Natanaele (Bartolomeo) incontra Gesù che gli rivela una sua capacità di conoscere bene il cuore delle persone e vedere anche dove l’occhio umano non può raggiungere.
Natanaele rimane colpito e ha una grande intuizione su chi è Gesù: il Figlio di Dio.
Gesù conferma anticipando una gloria che si realizzerà in un futuro con quei angeli di Dio salire e scendere sopra lui stesso.
Gesù è il Figlio di Dio, è il Messia, il Cristo tanto atteso da Israele e lo sarà per tutti gli uomini di buona volontà di qualsiasi nazione, popolo, tribù e lingua.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 di sabato 24 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI VENERDÌ 23 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. ” (Lc 11,46-54)

Gesù smaschera un’illusione propria dei dottori della Legge. Essi si consideravano eredi dei profeti, persone giuste ma abusavano del potere, erano incoerenti e anche molto astuti nel trovare giustificazione a tutto ciò.
Comportandosi in questo modo celavano la vera conoscenza a loro stessi ma anche alle altre persone che non potevano attingervi perdendo la possibilità di una più profonda comunione e conoscenza di Dio.
Gesù mette alla luce questo con la sua forza coraggiosa e senza mezzi termini iniziando un calvario concettuale poiché lo osteggiavano tendendo continuamente insidie e ostilità su molti argomenti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,46-54 di venerdì 23 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Memoria della Beata Vergine Maria Regina

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Lettura del Vangelo e commento
(L’audio delle Sante Messe tornerà alla fine d’agosto.)

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 22 AGOSTO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Gesù non fa le abluzioni, un lavaggio scrupoloso, prima del pranzo e questo era di scandalo per i farisei. Gesù mette in evidenza la loro ipocrisia nel rispettare norme anche quelle più piccole e di mettere da parte la giustizia. La purezza della persona consiste nella totalità dell’azione dell’uomo, nel suo agire bene che scaturisce dall’interiorità e non dalla esteriorità apparente di una pulizia esteriore. Belli e puliti fuori non basta per essere presone pure, prima bisogna essere puliti dentro perseguendo il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,37-44 di giovedì 22 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)