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Lettura del Vangelo e commento..
IL VANGELO DI MARTEDÌ 10 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».” (Lc 17,3b-6)
Oggi spesso manca il coraggio di rimproverare chi ha commesso un errore. Non si tratta di prendere a malo modo la persona che ha sbagliato ma di dire il suo peccato. Questo costa fatica e il rischio di fraintendimenti. Ma non dire nulla sarebbe cosa peggiore, si andrebbe verso la via del rancore e delle divisione. Dire l’errore apre alla possibilità del pentimento e del perdono. Per il cristiano questo è importante perché è chiamato a costruire percorsi di pace nella verità delle cose e nella verità di Gesù Cristo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 17, 3b-6 di martedì 10 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)