IV Domenica di Avvento

L’ingresso del Messia
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Dicembre 2025

“In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».” (Mt 21,1-9)

L’ingresso del Messia. Il Signore Gesù vuole entrare nella sua Gerusalemme sapendo che oltre la numerosa folla accogliente e festante vi era anche chi non lo voleva accogliere e che la sua città in realtà non lo aveva riconosciuto nel tempo in cui era stata visitata.
Gesù sapeva che stava entrando nella sua passione, stava entrando in una situazione complessa, difficile, di sofferenza, di ostilità, di incomprensione.
Oggi il Signore vuole entrare nelle città, nelle case, nei cuori di ognuno, vuole venire sapendo di trovare ostilità, incomprensione, sofferenza, povertà, malattie, incredulità.
Gesù vuole venire per guarire, per togliere l’uomo dalla non prospettiva, dal non futuro, dal vedere tutto nero davanti a se. Gesù vuole venire per portare quello spiraglio di luce che ridona la speranza di una prospettiva, di un futuro, di essere persone che vogliono costruire pace e abbattere i muri.
Lo vuole fare con quello stile di umiltà come cavalcando un asino, un puledro, mite e umile di cuore. Vuole venire con tatto e delicatezza donando il suo amore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,1-9 – Domenica 7 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Ordinazione di sant’Ambrogio

Solennità
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 6 Dicembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».” (Gv 9,40a; 10,11-16)

La solennità della ordinazione di sant’Ambrogio a vescovo della Chiesa milanese quest’anno è anticipata di un giorno perché cadrebbe la Domenica e secondo il Rito ambrosiano non è possibile sostituire la celebrazione domenicale con la solennità o festa o memoria di un santo.
Sant’Ambrogio diede un esempio di totale dedizione alla Chiesa milanese. Un buon pastore. «Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.»
Il buon pastore ha nel cuore le pecore a lui affidate, ci tiene, e la sua esistenza è per loro. Le conosce e desidera il bene per ognuna, si prende cura delle più fragili affinché un giorno possano camminare da sole.
Il mercenario considera le pecore come oggetto di un contratto, non le ha nel cuore e se ne perde anche qualcuna non gliele importa.
S. Ambrogio, buon pastore, aveva nel cuore le persone della Diocesi di Milano con uno sguardo speciale verso gli ultimi, e si prodigò per il superamento dei contrasti perché vi fosse unione e non divisione.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,40a; 10,11-16 – Sabato 6 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Dicembre 2025

“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

I discepoli chiedono a Gesù il motivo dell’attesa da parte degli scribi e farisei del ritorno del profeta Elia prima della venuta di Cristo. Il motivo è nella Bibbia: nel profeta Malachia si parla del ritorno del profeta Elia prima che giunga il giorno del Signore:
Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga
il giorno grande e terribile del Signore:
egli convertirà il cuore dei padri verso i figli
e il cuore dei figli verso i padri,
perché io, venendo,
non colpisca
la terra con lo sterminio.
(Malachia 3,23-24)
Anche in questo caso la convinzione del ritorno di Elia doveva avvenire secondo canoni gloriosi, con evidenza e non come invece è accaduto. Giovanni il Battista non disse nulla a riguardo ed è lui il più grande dei profeti, è quell’Elia che «è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.»
Il Signore va per vie che non sono quelle dell’uomo e realizza quanto promesso nelle scritture. Gesù viene preceduto da Elia che è Giovanni il Battista.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 17,10-13 – Venerdì 5 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Dicembre 2025

“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I sadducei e i farisei vogliono un segno, un miracolo, ma per mettere alla prova Gesù. Ma la vita e la fede non possono basarsi su dei segni, sui dei miracoli, ma si possono radicare nella scoperta dell’amore e nel tentativo di viverlo. Questo forse è il miracolo quando si riesce a vivere l’amore, la carità per essere veramente persone felici.
I miracoli esistono tutt’oggi e sono quasi sempre di guarigione ma possono essere solo dei segni indicatori, indicano la speranza verso l’eternità, di una vita che non ha mai termine. Qui su questa terra la vita termina e continua in modo differente ed eterno. Questa è la speranza che non vi sia solo l’eternità ma anche quella misericordia di Dio verso l’uomo fragile perché sia accolto nella beatitudine celeste.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,1-12 – Giovedì 4 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Avvento

Martedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 2 Dicembre 2025

“In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”».” (Mt 15,1-9)

Alcuni scribi e alcuni farisei sono critici riguardo un aspetto esteriore del comportamento dei discepoli di Gesù, non si lavavano le mani prima di prendere il cibo. Non si tratta solo di una buona educazione per motivi igienici, in più c’è la tradizione che prevede abluzioni e lavaggi per rendere puro l’uomo. Questo era considerato un importante gesto rispettoso della Legge mosaica che gli scribi e farisei rispettavano in modo rigido. Il punto è la non considerazione della situazione dove avveniva la violazione della norme e in più vi era la ricerca per accusare Gesù.
Gesù osserva che alla Legge mosaica sono state aggiunte molte norme che fanno parte unicamente della tradizione che sono precetti d’uomo. Addirittura in questa tradizione c’era la violazione del quarto comandamento, onora tuo padre e tua madre. Se un figlio dichiarava che ciò che sarebbe dovuto ai genitori diventa offerta a Dio, allora non doveva dare più nulla ai genitori, di conseguenza non era più tenuto a osservare il comandamento. Non solo viola il quarto comandamento, ma usa Dio con molta astuzia per lasciare i genitori nell’indigenza :”Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio”. Un’astuzia terribile, odiosa, nella quale si usa Dio per giustificare l’abbandono dei genitori. È un gravissimo peccato.
Le dottrine che sono precetti di uomini, spesso sono una via di ingiustizia.
Le dottrine che si basano sul Vangelo del Signore Gesù e sono fedeli ad esso, sono una via di vita.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,1-9 – martedì 2 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 1° Dicembre 2025

“In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.” (Mt 13,53-58)

La gente che aveva visto crescere Gesù a Nazareth rimase perplessa. Gesù lo conoscevano e sapevano bene che non aveva frequentato le scuole dove erano formati gli scribi, i farisei, i dotti e sapienti. Dunque da dove veniva quella sapienza?
Se pur ragionevolmente c’è lo stupore e meraviglia nel vedere Gesù così sapiente e con il potere di fare miracoli. Nonostante questo Gesù non era accettato ed era motivo di scandalo, umanamente non era possibile ciò che la gente sentiva e vedeva. Ma proprio questo doveva essere il motivo per credere che in Gesù c’era il dito di Dio. E invece era motivo di scandalo. Non fu accolto nella sua patria.
Accogliere Gesù in questo Avvento è accogliere la sua vicinanza, il suo amore, la speranza, è il Dio della gioia.
Vieni Signore Gesù.!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,53-58 – Lunedì 1° Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Avvento

Le profezie adempiute
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 30 Novembre 2025

“In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».” (Mt 11,2-15)

Giovanni il Battista ha preparato la via al Signore Gesù, ha predicato nel deserto alle folle che accorrevano indicando come convertirsi lasciando dietro di sé vite difficili e piene di peccati.
Una volta imprigionato da Erode chiede se Gesù è veramente il Cristo e per questo invia alcuni suoi discepoli. Persino Giovanni il Battista ha bisogno di riassicurarsi, ha bisogno di conferme riguardo all’annunciato e indicato da lui stesso, il Signore Gesù.
Gesù risponde facendo vedere le opere che compie: ridona la vista, ridona il cammino, guarisce i lebbrosi, ridona l’udito, persino i morti risuscitano e viene predicato l’annuncio del Vangelo ai poveri.
La venuta del Signore Gesù dona speranza a chi è caduto nella disperazione, nell’angoscia anche nei confronti di un futuro incerto, oggi dato da tante situazioni come le tensioni internazionali, i molti problemi locali, nelle famiglie.
La venuta di Gesù ridona la vista con uno sguardo che si apre verso la speranza, ridona l’ascolto senza il pregiudizio ma per capire la realtà, rialza dall’angoscia di un futuro incerto perché la speranza è Gesù.
Giovanni il Battista è indicato da Gesù il più grande fra i nati da donna ma non è più grande rispetto al più piccolo nel regno dei cieli. Questo dona ancora più speranza verso l’eternità, la vera Speranza nell’Anno Giubilare della Speranza, un futuro nel regno dei cieli dove tutti siamo diretti se lo vogliamo, un futuro dove vi è la pienezza della vita.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,2-15 – Domenica 30 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 29 Novembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia».
Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».” (Mt 12,43-50)

Gesù confronta la generazione degli scribi e dei farisei come persone che fecero un percorso di fede e spazzarono dal loro cuore ogni ingiustizia e peccato allontanando lo spirito impuro citato nel Vangelo.
Ma non percorrendo più il cammino di fede pensando di essere probabilmente già arrivati alla piena conoscenza delle cose religiose e di essere perfetti, nel Vangelo la casa spazzato vuota e adorna, cadono nel peccato, uno di quelli più gravi, si considerano superiori e agiscono con iniquità non indicando più Dio ma usandolo per i loro scopi.
Che questo non accada mai! Ma se accadesse è come quella casa che è stata spazzata e pulita molto bene ma poi si è lasciata la porta aperta al male. La nuova condizione sarà assai peggiore della prima.
Vigilanza sempre viva unita alla umiltà sempre costantemente presente nella considerazione che tutte le persone siano degne e cristianamente unite dalla speranza, questo è il cammino da percorrere. Come un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,43-50 – Sabato 29 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Avvento

san Giovanni di Dio, religioso
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 Novembre 2025

“In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».” (Mt 12,38-42)

Scribi e farisei vorrebbero un segno dal Signore Gesù. Ma il Signore Gesù aveva già compiuto molti segni, molte guarigioni. Vi sarà comunque il segno: il Signore scenderà negli Inferi e risorgerà dai morti. Questo sarà il segno universale perché ogni uomo possa convertirsi, riprendere la propria dignità e diventare uomo di speranza.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,38-42 – venerdì 28 Novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)