Martedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 15 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni, arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puòi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puòi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».” (Mc 9,14-29)

Gesù si era assentato dagli altri discepoli poiché era andato con Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte dove fu trasfigurato. Al suo ritorno trova gli altri discepoli in difficoltà perché non riuscivano a guarire una ragazzo epilettico. Si tratta di una situazione protratta nel tempo, sorta fin dall’infanzia con la presenza di uno spirito impuro
C’è difficoltà nel scacciare via il male dopo un tempo così lungo, di diversi anni. I discepoli non ci riescono, ma è una questione di fede. Lo stesso padre del ragazzo chiede a Gesù di rafforzare la sua fede, è conscio che ha bisogno dell’intervento divino. Gesù risponde al padre del ragazzo riguardo alla possibilità di guarirlo:
«Se tu puòi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!»
Gesù interviene, guarisce, libera il ragazzo.
Si tratta della potenza della fede, quella vera, che apre a possibilità oltre l’immaginario umano, oltre le capacità umane. Gesù donaci fede, aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,14-29, Martedì 15 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Festa dei santi Cirillo, vescovo e Metodio, Monaco

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Patroni d’Europa
Lunedì, 14 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi sarànno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

La proclamazione della salvezza dev’essere universale, annunciata ovunque e ad ogni persona incontrata.
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.»
Vi è il pieno rispetto della volontà di ognuno, di chi accoglie e di chi non accoglie il Vangelo. In questo chi non vuole accogliere il messaggio evangelico e si richiude in se in una espressione puramente egoistica rischia la condanna ma è una sua scelta personale. Al contrario chi accoglie il messaggio evangelico e vive per quanto può espressioni di carità è sulla strada della salvezza e anche in questo caso è una scelta personale.
«Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.»
Gli Undici annunciatori del Vangelo saranno accompagnati dalla presenza del Signore Gesù con la possibilità di segni d’amore provenienti dalla grazia di Dio.
Gli Undici vengono inviati in missione, non soli ma con l’azione di Gesù, è la sua viva presenza dopo la sua ascensione al cielo.
Anche oggi abbiamo la viva presenza del Signore in chi veramente crede in lui e tenta di percorrere strade d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 16,15-20, Lunedì 14 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 13 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». ” (Lc 17,11-19)

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»
L’azione di Gesù si fa presente se è presente la fede. Non si tratta di sperare in una azione miracolosa del Signore Gesù che cada dall’alato e metta a posto quella situazione tanto dolorosa e grave. Non si tratta di chiedere un servizio che raddrizzi la salute di qualche d’uno. Si tratta di porre innanzitutto fiducia e affidamento al Signore, una espressione vera e profonda della fede. Ed ecco che allora si compie veramente un miracolo che consiste di vivere l’amore con quell’amore donato da Dio.
Questo è il miracolo: una persona che inizia a vivere l’amore, pone affidamento al Signore, vive la sua fede ogni giorno.
Solo quel samaritano, un straniero nella terra della Samaria, ha capito il valore dell’affidamento al Signore e il valore del rapporto che dev’essere presente con lui. Solo quest’uomo è tornato a rendere gloria a Dio prostrandosi ai piedi di Gesù. Solo quest’uomo ha avviato la fede. Solo quest’uomo è veramente salvato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19, Domenica 13 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 12 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro il Signore Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo
».” (Mt 26,59-64)

Una falsa testimonianza, una ricerca per mettere la parola fine alla presenza di Gesù considerata assai problematica e scomoda.
Questo è il scenario presentato dal brano del Vangelo d’oggi, dove il Sinedrio nella sua quasi totalità vuole Gesù condannato.
Come potrebbe reagire una persona così accusata non solo ingiustamente ma anche denigrata, umiliata, offesa? Credo che qualsiasi uomo onesto avrebbe reagito con decisione, si sarebbe difeso con tutte le forze indicando l’ingiustizia che si stava facendo nei suoi confronti. Gesù agisce in modo diverso, da persona che vuole portare la salvezza anche verso i suoi accusatori e denigratori:
«d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo»

La vita e l’amore provengono dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,59-64, Sabato 12 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
B.V. Maria di Lourdes
XXX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Venerdì, 11 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».” (Mc 8,22-26)

Il cieco di Betsaida viene guarito da Gesù. Anche in questo caso non si tratta di una esclusiva guarigione del corpo, ma una guarigione della persona tutta, spirito (anima) e corpo. Spesso sfugge il fatto che un corpo sano con uno spirito affranto, mortificato, rappresenta una persona in difficoltà, infelice e non sa che cosa farne del suo corpo sanissimo.
Bisognerebbe tornare a pensare alla salute dello spirito e alla salute del corpo, assieme. Anima sana in corpore sano, è un antico detto molto sapiente, afferma che una persona è sana quando sia l’anima che il corpo sono sani.
Nella XXX Giornata Mondiale del Malato, Signore dona la gioia di essere persone vicine a chi soffre nello spirito e/o nel corpo, per alleviare le sofferenze e essere messaggeri di speranza.
“Se non ti posso guarire, ti posso curare
e se non ti posso curare, ti posso consolare.”

Padre misericordioso, fonte della vita,
custode della dignità di ogni persona,
ricolmaci della tua misericordia
e fa’ che, camminando insieme,
possiamo testimoniare
la tua predilezione per chi è rifiutato,
sofferente e solo.
Sostieni sempre medici, infermieri,
sanitari e tutti i curanti.
Signore Gesù, umiliato e crocifisso,
custode dell’umana sofferenza,
insegnaci a servire e amare
ogni fratello e sorella.
Tu che hai sperimentato
il dolore e l’abbandono,
accompagna tutti i malati e sofferenti
nel corpo e nello spirito
e insegnaci a scoprire il tuo volto
in ognuno di loro.
Spirito Santo, nostro paraclito,
custode dell’umanità bisognosa
di cura e di amore,
soccorri la nostra debolezza
e vulnerabilità,
accogli le nostre quotidiane fatiche
e sofferenze,
donaci la speranza dell’incontro beato
per l’eternità.
Maria, testimone del dolore
presso la croce, prega per noi.
(Preghiera per la Giornata Mondiale del Malato)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,22-26, Venerdì 11 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Scolastica
Giovedì, 10 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Una volta partito Gesù parla con i suoi discepoli mettendoli in guardia riguardo i frutti dei farisei e di Erode.
«Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
Riguardo ai farisei bisogna stare attenti a non cadere nel formalismo, nell’applicare con rigidità ogni norma, perché così facendo si rischia di fare più male che bene.
Riguardo a Erode bisogna stare attenti a non cadere nella sete di potere, rimanere attaccati alla poltrona rischia di far prendere decisioni molto sbagliate come accadrà per Gesù.
Ma la comprensione dei discepoli è limitata e non capiscono il discorso di Gesù e si accorgono di non avere pane. Sembra che non riescano a vedere e a udire, eppure hanno visto e udito ogni azione e parola di Gesù e nonostante questo rimangono ancora troppo attaccati alle cose del mondo, non c’è pane.
Spesso si rimane attaccati al vari problemi quotidiani e questo non fa vedere e udire la cosa importante che è la grazia, l’amore di Gesù per ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21, Giovedì 10 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Giuseppina Bakhita
Mercoledì, 9 Febbraio

VANGELO
“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.” (Mc 8,1-9)

Il secondo racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci nel Vangelo secondo Marco rappresenta al continua e perdurante attenzione del Signore versi i suoi fedeli, essa non è venuta a mancare e continua per tutta la missione di Gesù e anche dopo la sua risurrezione.
Vi è anche qui l’abbondanza, l’avanzo di sette sporte, ampie cesti di vimini, sia di pane che di pesci. Questo perché tutti siano saziati nel corpo e prima nello spirito tramite l’abbondante e sapiente predicazione di Gesù. Infatti la folla lo seguiva per ascoltarlo e era dimentica del cibo perché stava ricevendo un alimento più importante per la propria edificazione personale: la Parola del Signore.
Signore aiutaci a essere attenti alla tua Parola come cosa importante e fondante la nostra esistenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,1-9, Mercoledì 9 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Girolamo Emiliani
Martedì, 8 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, il Signore Gesù venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». ” (Mc 7,31-37)

Gesù entra in un dialogo con il sordomuto con una serie di gesti che il sordomuto poteva sentire a livello tattile e vedere. Prima della guarigione c’è una interazione, una specie di colloquio con la persona malata per far capire che sta per accadere qualche cosa di importante, la possibilità di cambiare la vita acquisendo udito e parola.
Il miracolo consiste nell’udire e nel parlare correttamente, va oltre la guarigione del corpo, è coinvolta tutta la persona in spirito, anima e corpo, a tal punto che è come se l’ex sordomuto abbia sempre udito e parlato.
L’azione di Dio va oltre il richiesto e l’immaginario umano, dona una pienezza di vita che l’uomo spesso non usa e addirittura scarta. Signore aiutaci a confidare nella tua benevolenza e a vivere nella pienezza la nostra vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,31-37, Martedì 8 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sante Perpetua e Felicita, martiri
Lunedì, 7 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Chiamata di nuovo la folla, il Signore Gesù diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Partito di là, andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato. ” (Mc 7,14-30)

«sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro»..
Le parole puro, impuro, spesso danno un senso di disagio per chi le ascolta, vi è un contrasto fra una tradizione umana e i comandamenti di Dio, vi è un senso di assoluto impraticabile all’uomo, del solo bene o del solo male.
Da una parte, puro, spesso rappresenta una impossibilità dell’uomo, un qualche cosa di irraggiungibile, d’altra parte, impuro, è come essere in una condizione di condanna permanente nel considerai sempre indegno, non presentabile, sporco.
Vi è una strada che porta a staccarsi da considerarsi essere assolutamente cattivo o assolutamente buono, è quella dell’amore. Vivendo con amore certamente non si fanno cose cattive come: « impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»..
Vivendo nell’amore non ci si può considerare neanche perfetti, puri, assolutamente buoni ma graziati dall’amore di Dio.
Guardando Gesù si è graziati, perdonati dal suo amore, e in questo senso ci si può considerare un poco puri tendendo sempre viva la propria fragilità di persona che ha bisogno sempre del perdono e dell’aiuto di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,14-30, Lunedì 7 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 6 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. ” (Mt 8,5-13)

Il capo di una centuria di soldati, circa un centinaio, è preoccupato per il suo servo, un suo attendente gravemente malato e sofferente. Il centurione è attento alle sorti del suo servo e anche di ogni sottoposto. L’attenzione è già un segno del desiderio di comunione, relazione con la sua truppa e il suo attendente.
Sentito parlare di Gesù chiede un suo intervento ma non vuole che Gesù vada a casa sua poiché si ritiene indegno. Considera Gesù persona importante, potente e che ha a che fare con Dio. È sicuro dell’azione benefica che Gesù potrebbe fare, ha grande fede nel Signore.
Oltre il desiderio di relazione con le persone, il centurione ha sentimento di compassione nei confronti di chi soffre e infine ha fede, molta fede in Gesù. Questo ha conseguenza di una particolare ammirazione del Signore che agisce e guarisce.
Una persona buona persegue le relazioni con le persone, non si sottrae se vi sono dei bisogni, delle sofferenze ma si mette in gioco per vedere cosa si può fare, ha un cuore aperto, che crede, e dalla fede attinge tanto della sua bontà.
Fede, speranza e carità. Sono le tre componenti che dovrebbero essere presenti in ogni persona credente, le virtù teologali.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13, Domenica 6 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)