Mercoledì della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santi Timotèo e Tito, vescovi
Mercoledì, 26 Gennaio

VANGELO
“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

Gesù placa la tempesta. Sembra stupirsi della poca fede dei suoi discepoli, del fatto che lui era con loro nella barca e non si siano resi conto che con Gesù non vi era nulla da temere, neanche una tempesta che poteva sembrare irrimediabile.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»
La tempesta può giungere nella vita in vari modi, intensità e in momenti meno opportuni. La fede placa le tempeste, riduce e manda via la paura che è fonte di decisioni mal poste e di immobilismi.
Con un po’ di fede è possibile fare cose grandi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 4,35-41, Mercoledì 26 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì, 25 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

La Conversione riguarda un mutamento radicale nelle fede e anche nelle opinioni personali per cui una persona cambia in modo profondo e evidente nel suo porsi nei confronti di opinioni, persone, fatti.
Questo in modo molto forte è accaduto a s. Paolo, talmente la grazia di Dio gli è stata rivelata e donata che non poteva che rimanere cieco davanti a tanta luce, a tanta misericordia e rendersi conto della sua precedente cecità che aveva in se nell’animo.
«E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco. (Atti 22,11)
«Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.» (1° Lettera a Timoteo 1,16)
S. Paolo si sente molto debitore e nel contempo scelto come preziosa testimonianza da Dio. Un privilegio l’aver ricevuto così tanta misericordia. Nella sua conversione s. Paolo diventerà una colonna della Chiesa di Gesù accanto a s. Pietro.
La generosità del Signore è talmente ampia da donare conversioni di cuore, e per chi poi gli rimane fedele, fra le tante fragilità personali, avrà grandi cose inaspettate.
«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna»
Vi sono tante conversioni nella vita, una o due possono essere molto significative nel cambio di direzione verso la fede credendo in Gesù Cristo, e poi ve ne sono tante più piccole ma necessarie per un cammino cristiano dove piano piano si lasciano dietro di se alcuni dei numerosissimi difetti.
Gesù aiuta ogni fedele nel suo cammino ad attuare quelle piccole e importanti conversioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29, Martedì 25 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì, 24 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».” (Mc 4,10b.24-25)

Il comportamento personale d’ognuno ha una importanza per il Signore. Se una persona misura il comportamento di altre persone con una buona dose di misericordia, di perdono, di volere entrare bene nelle situazioni per ricavare del bene, a questa persona sarà fatto lo stesso, anzi in modo molto più abbondante perché il Signore è generoso.
Ma se una persona misura il comportamento di altre persone con una condanna, mettendo divisione e non dando possibilità di riaversi, di risollevarsi, questa persona corre il pericolo che le sia fatto poi la stessa cosa dal Signore, qui c’è solo la speranza di una abbondante misericordia di Dio perché il suo giudizio possa essere mitigato.
«Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.24-25, Lunedì 24 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
La Domenica della Parola di Dio
Domenica, 23 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 15,32-38)

Papa Francesco nel 2019 ha istituito per tutta la Chiesa la Domenica della Parola di Dio, momento particolarmente adatto «a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani». Nel Rito ambrosiano la Domenica della Parola è quella precedente la Festa della Famiglia.
La Parola di Dio è fondamento della fede, da mettere come cosa importante nella vita con una attenzione particolare all’ascolto e all’accoglimento per non farla scappare via nel dimenticatoio ma considerarla durante la settimana poiché può ispirare, indicare, suggerire il fedele che la custodisce.
La Parola del Vangelo inizia con una indicazione dell’attenzione del Signore Gesù verso la folla che lo seguiva da tre giorni. Si tratta di sentire la compassione, cogliere in profondità quello che sta vivendo un’altra persona o altre persone. È come mettersi al posto dell’altrui persona sentendo quello che sta vivendo nel suo cuore cosa certamente impossibile all’uomo ma con l’aiuto del Signore si riesce a cogliere almeno alcune importanti sfumature. Si tratta di volere il bene dell’altrui persona cogliendo quello che sta vivendo.
Gesù realizza la moltiplicazione dei pani e dei pesci, partendo da quel poco che c’era. Vi è una abbondanza che viene distribuita alle persone perché possano essere sfamate. Lo stile del Signore è fatto anche di abbondanza e qualità perché tutti possano attingere alla sua benevolenza. È anche quella abbondanza di Parola che il Signore distribuisce per dissetare la sete di Dio che ogni uomo e ogni donna ha insita nel suo cuore.
Ripensando alla Parola del Signore durante questa settimana, è possibile percorrere la gioia che ogni uomo, donna, bambino, bambina, hanno vissuto ricevendo quel pane e quel pesce dopo aver ascoltato e visto con i propri occhi Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,1-12, Sabato 22 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Vincenzo, diacono e martire
Sabato, 22 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?”».

E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.” (Mc 12,1-12)

La parabola della vigna ricalca il succedersi dei fatti fra Gesù e i responsabili religiosi. Vi è il rifiuto di onorare il Signore Dio durante la storia della salvezza e, al compiersi dei tempi, c’è anche il rifiuto verso il Cristo, provocando di fatto una nuova Chiesa che nascerà dopo la risurrezione del Signore Gesù.
Fa parte della benevolenza del Signore l’essere presente, nonostante le grandi opposizioni dell’uomo, durante ogni fase della storia, un Signore che vuole il bene dell’uomo, e ha mandato Gesù per esprimere e suggellare questo bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,1-12, Sabato 22 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Agnese, martire
Venerdì, 21 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

La parabola della lampada è da calare in un clima di poca comprensione da parte dei discepoli e di ostilità da parte di religiosi e potenti. La fonte di luce è da mettere in un punto dove possa irradiare bene. La luce fende in questo modo le parti che prima erano poco illuminate, diventano bene visibili. Gesù è questa luce e mette in chiaro ogni cosa nascosta, segreta, nulla può sfuggire da questa luminosità neanche i segreti più nascosti.
Far venire alla luce cose segrete costa, e mette in chiaro le debolezze delle persone custodi dei segreti. Ma quanto sarebbe bello non avere segreti, essere persone semplici senza bisogno di alcun sotterfugio e mirare al volere il bene in ogni situazione (senza segreti!).

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.21-23, Venerdì 21 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Sebastiano, martire
Giovedì, 20 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole,
affinché guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

C’è l’insuccesso della predicazione di Gesù che è conforme alla citazione del profeta Isaia (Is 6,9-10) fatta dallo stesso Gesù:
affinché guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».

Le parole del Signore non vengono comprese e sono interpretate male, in modo ostile dai religiosi e dai potenti. Questa è la conseguenza dell’insuccesso della predicazione a causa di molti cuori induriti:
Gesù comunque semina la Parola in modo molto abbondante a tal punto che ognuno possa coglierla. Ma spesso cade in situazioni di non accoglienza,
la Parola viene ascoltata ma subito dimenticata,
la Parola viene ascoltata ma alla prime tribolazioni viene messa da parte,
la parola viene ascoltata ma si da priorità alla passioni e ai valori mondani,
la parola viene ascoltata e accolta, il frutto è straordinariamente abbondante.
L’ascolto umile della Parola del Signore può portare molti frutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,1-20, Giovedì 20 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Fabiano, papa e martire
Mercoledì, 19 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

Gesù dopo aver chiamato e costituito i dodici apostoli, si reca in una casa dove si radunò molto folla a tal punto che non potevano neanche mangiare. I suoi uscirono dalla casa pensando che Gesù fosse fuori di sé, la situazione sembrava non gestibile.
Informati della situazione arriva Maria e i fratelli cioè alcuni conoscenti, amici, discepoli di Gesù che viene informato della situazione. Certamente la Madonna è preoccupata ma c’è una azione salvifica di Gesù che si realizza anche in situazioni estreme come una casa sovraffollata.
Saputo di essere cercato dai suoi Gesù dichiara che i suoi sono coloro che fanno la volontà di Dio, non è una appartenenza affettiva, i suoi sono coloro che appartengono alla futura Chiesa di Gesù che si realizza attraverso la fede e nella viva adesione della volontà di Dio nell’ascolto e nelle opere.
«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35, Mercoledì 19 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Cattedra di san Pietro, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì, 18 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

La festa della Cattedra di San Pietro apostolo è celebrata in Rito romano il 22 febbraio, mentre in quello ambrosiano il 18 gennaio. In origine vi erano due feste riguardanti la Cattedra di san Pietro, quella del 18 gennaio per Roma, e quella del 22 febbraio per Antiochia. Questo perché il ministero di san Pietro si svolse in Antiochia e poi a Roma dove morì. Da due giornate di festa se ne scelse una, quella del 22 febbraio, nella riforma del Rito ambrosiano si scelse invece di fissarla il 18 gennaio per evitare la Festa durante la Quaresima.
La Cattedra di san Pietro vuole ricordare la posizione di san Pietro che è la prima nel collegio apostolico per la esplicita volontà di Gesù:
«A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»
In questo c’è anche la fragilità dell’uomo che è anche di san Pietro nella suo dire chi è Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» poiché gli è stato rivelato dal Signore Dio, non è cosa propria dell’uomo capire a fondo chi è Gesù ma con l’aiuto dello Spirito Santo diventa possibile capire cose che altrimenti sarebbero impenetrabili.
«Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
La festa di san Pietro è anche momento di bellezza e vicinanza di Dio all’uomo attraverso uomini scelti come il successore di Pietro che porta avanti la carità della Chiesa. Vi sono uomini e donne amici di Dio, queste persone si riconoscono per il vivere l’essere cristiani con semplicità e gioia. Signore donaci uomini e donne tuoi amici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,16-19 , Martedì 18 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Antonio, abate
Lunedì, 17 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse. ” (Mc 3,7-12)

Gesù continua la missione di evangelizzazione cercando anche alcuni momenti di ritiro con i suoi discepoli. Ciò risulta non possibile per la sua fama e per i suoi prodigi. Gesù non si tira indietro e esaudisce il desiderio di molti donando guarigione.
La guarigione consiste nell’allontanare il male per riconquistare la vitalità nello spirito e nel corpo. La salute dell’uomo non riguarda solo il corpo, l’essere sano privo di malattie, riguarda anche e soprattutto lo spirito: se una persona è morta dentro che cosa se ne fa della salute del corpo?
il Vangelo è la fonte della possibilità di guarire dalle proprie infermità spirituali che bloccano e schiavizzano la libertà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,7-12, Lunedì 17 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)