Santa Teresa Benedetta della Croce

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Venerdì 9 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Edith Stein, santa Benedetta della Croce, prima ebrea e poi convertita al cristianesimo, fu deportata durante la II Guerra mondiale a Auschwitz-Birkenau dove morì il 9 agosto del 1942 nella camera a gas.
Edith Stein prese di quell’olio della fede che l’aiuto a superare ogni tormento.
Prendo un po’ di olio per far funzionare la lampada.
Prendo un po’ di respiro per far funzionare il corpo.
Prendo una buona manciata di preghiera per far funzionare l’anima.
L’anima mia ha bisogno del suo olio per poter avere una riserva di energia in quei periodi dove è difficile fare tutte le cose. Con l’energia della preghiera è possibile superare ostacoli e colorare una vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Venerdì 9 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Domenico, sacerdote
Rito ambrosiano
Giovedì 8 Agosto 2024

“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».” (Lc 12,13-21)

La cupidigia è un impedimento alla felicità dell’uomo. Accumulare beni, denaro, onori, guardare al potere come cosa principale, portano alla infelicità. Essi consumano, danno preoccupazione e l’occupazione dell’uomo diventa tutta mirata alla conservazione degli stessi e all’ampliamento per avere sempre una maggiore risonanza sociale.
L’accumulo migliore è quello dell’amore verso Dio, verso il prossimo, è dare importanza alle relazioni con le persone e solo in second’ordine considerare i beni ma solo come un mezzo per vivere. Così si diventa felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,13-23 – Giovedì 8 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Gaetano, sacerdote
Rito ambrosiano
Mercoledì 7 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».” (Lc 12,8b-12)

Chiunque crede veramente nel Signore Gesù lo dovrebbe fare senza nascondersi o far finta di nulla quando vi sono altre persone che dicono il contrario. Testimoniare la propria fede con mitezza è essere discepoli di Gesù.
Riconoscere Gesù senza paura ne ipocrisia è la via per essere veramente cristiani. Lo Spirito Santo aiuta a immergersi nel mistero e dona quelle giuste parole che possono stimolare alcune persone nel approfondire un ritorno al cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,8b-12 – mercoledì 7 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Trasfigurazione del Signore

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Martedì 6 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.” (Mc 9,2-10)

Su un alto monte Gesù fu trasfigurato, cambiò d’aspetto apparendo luminoso assieme a Mosè e Elia. Poi una voce:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
Si presenta Gesù: l’amato da Dio, Colui che è da sempre per mezzo del quale tutto è stato creato.
E’ la speranza del destino del credente che vede nella trasfigurazione di Gesù una possibilità di un futuro trasformato in bene nella vita eterna. Una speranza d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,2-10 – Martedì 6 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Dedicazione della basilica romana di santa Maria Maggiore
Rito ambrosiano
Lunedì 5 Agosto 2024

“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Un atteggiamento di recitazione, ottimo nel teatro, diventa non vita se vissuto nella quotidianità. Si tratta dell’ipocrisia, di non esprimere se stessi costruendo una maschera di apparenza facendo finta di essere un’altra persona. Questa è una non vita, e il tempo passa via sotto un velo di recitazione e di falsità.
L’essere veri in una vita che non è fatta di recitazione, significa riconquistare se stessi e essere in relazione con le altre persone nella verità alla luce del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 – Lunedì 5 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Domenica 4 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”
?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Nella parabola vi è una vigna che è il popolo d’Israele, il padrone che è il Signore e i contadini, gli scribi, farisei, i capi dei sacerdoti, che sono coloro che dovevano curare la vigna nel rispetto delle indicazioni del padrone, cioè del Signore Dio. Il Padrone dà piena fiducia ai contadini.
Essi nel tempo non rispettano quanto detto dal padrone e fanno della vigna un loro possedimento uccidendo tutti gli emissari del padrone e anche il suo figlio.
Il figlio, Gesù, non è accolto e viene scartato, viene indicato come colui che è da uccidere.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

La pietra scartata è il Signore Gesù rifiutato dai costruttori cioè dalla nomenclatura di Israele, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, in sostanza chi aveva il governo politico e religioso. Questo atteggiamento di rifiuto fa del Signore Gesù una pietra d’angolo. La pietra d’angolo (detta anche chiave di volta, quest’ultima serve per reggere un arco), aveva il ruolo di reggere stabilmente due muri assicurandone la stabilità. Senza la pietra d’angolo l’edificio sarebbe instabile e esposto facilmente a danni o crolli.
Gesù è la pietra d’angolo che reggerà stabilmente il nuovo popolo dopo la sua passione morte e risurrezione. Gesù è la pietra d’angolo per ogni cuore che vuole aderirvi, è la fonte della forza spirituale che è d’amore. Una forza che dà luce, aiuta a attraversare momenti di crisi,e dà speranza di vita eterna.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 – Domenica 4 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Eusebio di Vercelli, vescovo
Venerdì 2 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.” (Lc 11,46-54)

Imporre pesi insopportabili, eliminare chi dà fastidio, impedire la conoscenza. Sono i cardini di una dittatura che vuole mantenere il potere. Il popolo è sottoposto senza alcuna possibilità di evolvere, di crescere.
Ma dove c’è la distribuzione dei pesi con una equa distribuzione dei compiti sociali, e si promuove la conoscenza, quella non ideologica di una parte intellettuale della società, ma quella vera compatibile con l’amore di Cristo, allora si inizia a costruire le fondamenta per qualcosa di più giusto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Venerdì 2 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

sant’Eusebio di Vercelli, vescovo

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Giovedì 1° Agosto 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Vi sono dei “guai” elencati da Gesù nei confronti di alcuni farisei: «Lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio
amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze
siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo.»

Questa raccolta di “guai” condanna il formalismo e la pretesa di essere conoscitori di Dio e di averne il monopolio assoluto. Nessuno può essere conoscitore di Dio, nessuna persona può pretendere di averne l’esclusività, sarebbe considerare le altre persone come inferiori che non possono avvicinarsi più di tanto a Dio.
Umiltà e affidamento al Signore Dio sono atteggiamenti migliori nei confronti del Signore e del prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Giovedì 1° Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Ignazio di Loyola, sacerdote
Rito ambrosiano
Mercoledì 31 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.
Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)

La popolazione di Ninive si convertì grazie all’annuncio del profeta Giona.
Molti in Israele non si convertirono alla predicazione di Gesù rimanendo rigidi sulle loro posizioni. Ma Gesù è il Figlio unigenito di Dio Padre mentre Giona è un profeta di Dio, vi è differenza come quella fra la divinità e la sua creatura. Gesù è infinitamente più grande di Giona ma incompreso a causa della durezza del cuore di persone che si consideravano sapienti e dotti.
L’occhio è tenebroso perché diventa cattivo quando si è arroccati su convinzioni rifiutando la presenza del Signore che vuole regalare il suo amore, la misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,31-36 – Mercoledì 31 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 30 Luglio 2024

“In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».” (Lc 11,9-30)

In Matteo troviamo la citazione riguardo Giona il profeta: «Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.»
Giona rimase per tre giorni nascosto per poi andare a Ninive e annunciare la distruzione se non vi fosse stata la conversione della città.
Così anche Gesù sarà un segno per le persone nascondendosi per tre giorni dopo la sua morte per poi risorgere da morte.
La Risurrezione è segno universale di salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,29-30 – Martedì 30 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)