IV feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Dicembre 2023

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

Nasce Giovanni. La nascita prodigiosa è ormai nota in tutta la regione circostante e molti sono colpiti dalla misericordia di Dio. A Zaccaria ritorna la voce e le prime parole sono di benedizione verso Dio. La parola è ritornata, la fede è rinsaldata e il dubbio di Zaccaria riguardo alla nascita del bimbo da una coppia in tarda età è cancellato dalla misericordia di Dio.
Si sta componendo la preparazione della nascita di Gesù con la nascita del Precursore, Giovanni il Battista. La domanda percorre molti cuori: «Che sarà mai questo bambino?» Un bambino che preparerà la via a Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-66 – giovedì 21 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 20 Dicembre 2023

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

Al sesto mese di gravidanza di Elisabetta, Maria riceve lei stessa l’annuncio della nascita di Gesù dall’Arcangelo Gabriele e concepisce. Si mette in viaggio va da sua cugina Elisabetta. L’incontro è particolare e pieno di gioia non solo per Elisabetta e per Maria ma anche per bimbo nel grembo di Elisabetta la quale ha capito:
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?»
Elisabetta ha compreso che ha con se la madre di Dio. La storia della salvezza si compie con la collaborazione delle donne, sante, che vivono con gioia l’esperienza di essere delle collaboratrici di Dio.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-46 – Mercoledì 20 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 19 Dicembre 2023

“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».” (Lc 1,19-25)

Zaccaria non crede all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, è scettico che una tale grazia, la nascita di un bambino, possa realizzarsi nella sua famiglia in così tarda età per sua moglie e lui stesso. Per la sua incredulità rimarrà muto finché non nascerà Giuseppe.
Elisabetta nel giro di poco tempo capisce di aver concepito ma tiene la cosa nascosta per cinque mesi durante i quali Zaccaria è obbligato alla fiducia di quell’annuncio fatto dall’angelo. Tutto si sta realizzando per la nascita del Salvatore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,19-25 – Martedì 19 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 18 Dicembre 2023

“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

Una coppia fedele, senza figli, rispettosa delle leggi e delle prescrizioni del Signore. Zaccaria e Elisabetta. Essi sono raggiunti dalla grazia del Signore per cui Elisabetta concepirà in tarda età un figlio.
Un angelo del Signore annuncia questo a Zaccaria imponendo anche il nome del figlio che sarà concepito: Giovanni.
Giovanni diventerà il Battista con una vita rigorosa fedele alla sua missione di preparazione con grande determinazione e forza:
«Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto»
La storia della salvezza ha una svolta con la preparazione di colui che andrà innanzi a Gesù che sta per arrivare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,1-17, Lunedì 18 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica della Divina maternità della B.V. Maria
Domenica 17 Dicembre 2023

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

“ARRIVA IL TUO SALVATORE”
Nella prima lettura della Domenica della divina Maternità della Beata Vergine Maria, il profeta Isaia preannuncia la venuta del Signore.
«Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
“Dite alla figlia di Sion:
“Ecco, arriva il tuo salvatore;»

È il segno di un profondo cambiamento, dell’intervento divino e la promessa di un futuro favorevole dove c’è la presenza di Dio fra il suo popolo amato.
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
Questo saluto premette la divina Maternità della Beata Vergine Maria, l’idea di Dio di voler nascere come uomo percorrendo la strada come ogni creatura umana a partire dal concepimento. Si realizza così la promessa dell’arrivo del salvatore. E oggi specialmente guardiamo al sì di Maria che accettò di diventare la madre di Dio:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
Questo sì ha fatto in modo che si potesse realizzare la venuta fra noi del Signore Gesù, il Dio con noi. «Ecco, arriva il tuo salvatore;» Colui che vuole la salvezza di ognuno e lascia la libertà ad ognuno di accedervi o meno. Gesù sta per arrivare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a – Domenica 17 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe
Sabato 16 Dicembre 2023

“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b-24)

La Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe lo sposo di Maria, ricorre ogni anno il 16 dicembre nel Rito ambrosiano.
La figura dell’uomo giusto che non vuole ledere le altrui persone e in questo caso Maria, è chiamato da Dio nel compito importante di essere custode della santa Famiglia, di Gesù, Maria, Vergine Madre, e lui stesso. La Commemorazione è direttamente collegata al mistero del Natale, e con il 17 dicembre inizia la novena, i 9 giorni che precedono la festa chiamati i giorni dell’Accolto, cioè di Colui che dovremmo accogliere veramente nei cuori di ognuno.
Gesù «salverà il suo popolo dai suoi peccati», la venuta di Gesù salva ogni persona che lo accoglie.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18b-24 – Sabato 16 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Pietro Canisio, sacerdote e dottore della Chiesa
Venerdì 15 Dicembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi ed ai farisei: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».” (Mt 23,13-26)

I guai detti da Gesù nei confronti degli scribi e dei farisei è un duro elenco di comportamenti che ledono le altrui persone. Sono cose che non dovrebbero mai essere fatte da persone che hanno la responsabilità di indirizzare, consigliare, guidare. Il rischio è la perdizione, il mandare fuori strada verso percorsi cattivi la altre persone.
Invece quanto è preziosa una persona che è a servizio per valorizzare la dignità delle altre persone in un cammino che diventa di salvezza e redenzione. Gesù vine fra noi per questo, per portarci salvezza e redenzione. Accogliamolo con umiltà nei cuori prendendo coscienza della indegnità di essere alla presenza del Signore. Questa credo sia una condizione importante perché Gesù viene nelle persone umili e sincere nel cuore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 23,13-26 – Venerdì 15 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa
Giovedì 14 Dicembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».” (Mt 23,1-12)

«essi dicono e non fanno»
Gli scribi e i farisei si consideravano i detentori della Legge di Mosè e imponevano alle persone «fardelli pesanti e difficili da portare».
Ma essi non facevano quello che imponevano alla gente. Questo perché si consideravano superiori e non a servizio delle persone. Si è invece superiori quando si mettono a servizio le proprie doti, l’esperienza a favore delle persone in un essere servo e non capo. Gesù a proposito insegna, è venuto per servire e non per imporsi, è venuto per salvare e non per condannare.
«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato»
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 23,1-12 – Giovedì 14 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Lucia, martire
Mercoledì 13 Dicembre 2023

“In quello stesso giorno vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogarono: «Maestro, Mosè disse: “Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello”. Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. Alla fine, dopo tutti, morì la donna. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta in moglie». E Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!». La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.” (Mt 22,23-33)

Riguardo i sadducei, negli Atti degli Apostoli troviamo al capitolo 3 versetto 8:
«I sadducei infatti affermano che non c’è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose.»
Con questa convinzione i sadducei propongono a Gesù una situazione paradossale dove una donna ha avuto 7 mariti durante la sua vita. Alla risurrezione di chi sarà moglie?
Questa domanda però presuppone che alla risurrezione viene ristabilito tutto come era prima su questa terra senza cambiamenti sostanziali, cioè che le persone vivranno secondo le culture proprie dei loro luoghi di origine fra cui il sposarsi, procreare, e molte altre cose.
Gesù chiarisce subito che non è così:
«Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo.»
e
«Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!»
Senza la risurrezione non vi sarebbe la possibilità della vita eterna ma ci sarebbe l’oblio, il nulla dopo il termine del transito terreno e il nostro Dio sarebbe un «Dio dei morti.» Invece è il Dio «dei viventi!» perché c’è la risurrezione.
Attendiamo con speranza e gioia il Dio dei viventi perché vuole essere vivo in mezzo a noi a tal punto da farsi neonato come qualsiasi uomo venuto al mondo.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,23-33 – Mercoledì 13 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
B.V. Maria di Guadalupe
Martedì 12 Dicembre 2023

“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)

La domanda di alcuni erodiani sostenitori di Erode e favorevoli ai romani, con alcuni discepoli dei farisei riguarda se pagare o meno le tasse all’imperatore di Roma.
Se la risposta di Gesù fosse stata positiva sarebbe stato additato al popolo come un caldo sostenitore dell’imperatore pagano. Se la risposta fosse stata negativa allora sarebbe stato denunciato presso l’autorità romana.
Sembrerebbe che Gesù non abbia via di scampo se non un pragmatico non lo so ma non è nello stile del Signore. La risposta è famosa:
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,15-22 – Martedì 12 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)