Giovedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 6 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».” (Mc 13,9b-13)

Come agisce l’uomo nei confronti di Gesù, così agirà nei confronti di chi lo testimonierà. I suoi discepoli avranno la grazia dello Spirito Santo che agirà in loro nei momenti di fatica e persecuzione. Questo li rafforzerà ulteriormente nei momenti di crisi e saranno testimoni credibili per i loro accusatori e persecutori.
La perseveranza nel rimanere con Gesù nonostante tutto non è solo questione di fedeltà ma anche di salvezza eterna.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,9b-13 – Giovedì 6 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 5 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,38-44)

Gesù avverte i suoi discepoli riguardo agli scribi, dotti conoscitori di regole e dottrine culturali ed etiche. Per questa ragione erano molto ascoltati ma vi era stato un decadimento e alcuni di essi erano tutt’altro che rispettosi delle regole etiche. Cercavano la gloria terrena e la ricchezza disonesta.
L’opposto di uno scriba è una vedova, solitamente non istruita e molto povera. Capita che una vedova mette tutto quello che ha nel tesoro del tempio. Essa da molto di più di qualsiasi altra persona che versa il suo superfluo. La vedova è una persona da ammirare rispetto a qualsiasi scriba.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,38-44 – Mercoledì 5 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 4 Marzo 2025

“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

I sadducei non credevano nella risurrezione, nella immortalità dell’anima. Immaginando una situazione simile a quella del mondo terreno dopo la risurrezione dai morti fanno un esempio di una donna che ha avuto sette mariti e quindi di chi sarà moglie dopo la risurrezione? L’errore è quello di considerare il paradiso come un prolungamento del mondo terrestre ma Gesù chiarisce subito questo:
Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.»
Ci sarà uno stato di vita differente. Non solo ma il Signore Dio è dei viventi, di tutte le creature vive sulla terra e vive dopo il passaggio della morte.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,18-27 – Martedì 4 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 3 Marzo 2025

“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Gesù aveva mandato via i mercanti dal tempio e ormai i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani volevano liberarsi di lui. In questa situazione essi mandarono alcuni farisei ed erodiani da Gesù per farlo sbagliare mettendolo in seria difficoltà. La domanda posta a Gesù è ingannevole:
«È lecito o no pagare il tributo a Cesare?»
Se la risposta fosse stata sì, Gesù sarebbe considerato un collaboratore con l’invasore romano e quindi detestabile a molti in Israele. Se la risposta fosse stato no, Gesù poteva essere denunciato alle autorità romane perché ribelle.
La risposta di Gesù è famosa:br>«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio»
Non bisogna mischiare le cose di Dio con il potere temporale che in questo caso detenuto dall’invasore romano cioè Cesare.
Nell’anno giubilare della speranza rivolgiamoci al Signore Dio con tutto il nostro cuore,


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17 – Lunedì 3 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Ultima Domenica dopo l’Epifania

“Del perdono”
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».” (Lc 19,1-10)

Zaccheo capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano è una persona molto ricca ma in modo non onesto. Di alto rango sociale e nel contempo disprezzato quasi da tutti dall’evidenza della sua agiatezza proveniente anche da persone indigenti. Gli esattori prendevano per sé in modo disonesto una parte delle tasse.
Zaccheo è dunque impresentabile, nessuno lo avrebbe accompagnato per presentarlo a Gesù. Ma Zaccheo, voleva vedere Gesù, sale sul quel sicomoro per riuscire a scorgerlo fra la folla.
Gesù passa, vede Zaccheo e lo chiama perché vuole entrare a casa sua. La casa di un grande peccatore. A Zaccheo che ha cercato Gesù si riaccende la speranza del perdono, del ritornare in vita uscendo da quella spirale di egoismo.
Gesù non ignora un peccatore che lo cerca, anche il più acerrimo dei peccatori, perché la possibilità di salvezza è data a tutte le persone che cercano Gesù, è ridata la speranza. E’ questa la possibilità che Zaccheo stava cercando nel suo cuore, quella di uscire dalla spirale profonda del peccato in cui era caduto.
Gesù è questa possibilità di salvezza: il suo perdono in una via che diventa di pace. di gioia, di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,1-10 – Domenica 2 Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 1° Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla donna samaritana: «Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».” (Gv 4,23-26)

Nell’incontro con la donna Samaritana, Gesù propone un nuovo modo di essere in comunione con il Signore Dio. È l’adorazione del Padre in spirito e verità. Un nuovo modo di pregare sia individualmente, sia comunitariamente sotto l’impulso dello Spirito Santo e stando nella verità proposta da Gesù.
Questa via dovrebbe essere sempre presente nell’Anno giubilare della speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,23-26 – Sabato 1° Marzo 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-35)

Gesù aveva fatto cessare il mercato dentro il tempio a Gerusalemme. Aveva interrotto affari e convenienze economiche anche per i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani che lo interrogano a riguardo chiedendogli «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?»
La domanda viene da persone che in realtà desiderano una risposta per poterlo criticare e avere una giustificazione per poterlo condannare.
Conoscendo la loro ipocrisia Gesù fa emergere il loro modo di agire molto opportunistico. La domanda di Gesù riguarda il Giovanni il Battista se è o meno un profeta. Se la risposta è sì darebbero ragione a Gesù, se è no c’è il timore della folle che credeva profeta il Giovanni Battista.
La risposta è di convenienza e non dicono quello che veramente pensano. Dal loro cuore emerge un atteggiamento povero e per nulla coraggioso, non dicono quello che credono.
La schiettezza e la verità sono valori da non trascurare per essere persone vere.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 – Venerdì 28 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Gregorio di Narek, abate e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)

Gesù era passato davanti alla pianta di fico vedendo che era senza alcun frutto, e Gesù aveva camminato in lungo e largo in Israele vedendo che non aveva alcun frutto di solidarietà, carità, annuncio del Signore Dio. Giungendo a Gerusalemme entra nel Tempio e fa terminare la compra vendita dentro di esso in un vero e proprio mercato. Gesù è sconfortato e deluso da coloro che avrebbero dovuto testimoniare il Signore Dio e invece ne hanno fatto quello che volevano per i loro interessi personali e di corporazione. Gesù continuerà con la sua forza la testimonianza della buona novella nella speranza che molti si accorgano di Dio.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 – Giovedì 27 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 Febbraio 2025

“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Il grande valore della fede e la necessità del perdono.
La fede veramente presente può essere la grande forza spirituale che fa compiere l’impossibile. Gesù afferma che con una fede perfetta senza alcun dubbio nel cuore, possono essere fatte cose grandi paragonandole a spostare una montagna. Quale è la mia montagna da spostare perché possa essere un vero testimone di Gesù? Se faccio vivere la fede in me posso abbattere quegli ostacoli che impediscono l’essere vero discepolo, vera discepola di Gesù.
Così è il grande valore della preghiera fatta con fede e si ottiene quello che si chiede con la gioia di voler perdonare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25 – Mercoledì 26 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Febbraio 2025

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.” (Mc 10,46b-52)

Bartimeo cieco sente che sta arrivando Gesù. Lo chiama e grida ancora più forte poiché le persone lo rimproveravano.
Appena Gesù lo chiama si alza, getta il mantello. Bartimeo dallo stare fermo inizia a muoversi, a vivere e getta via quello che impediva il movimento, il mantello.
Riacquista la vista, riacquista la speranza e segue Gesù.
«Va’, la tua fede ti ha salvato»
Il coraggio di essere vero, di staccarsi dalla opinione di coloro che lo circondavano, la forza di esprimere la fede ha cambiato la vita del ex cieco in una nuova e viva persona.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,46b-52 – Martedì 25 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)