Annunciazione del Signore

Solennità
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Marzo 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26b-38)

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
L’annuncio della gioia del Signore che vuole essere uomo fra gli uomini arriva alla prescelta, colei che è ricolma dei favori di Dio. Un compito importante dato a Maria che dovrà portare nel suo grembo il suo Signore. Maria dice il suo sì e concepisce Gesù:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
La salvezza dell’umanità inizia con un sì, con una speranza di un Dio che vuole essere con le sue creature. La speranza si accende e scende in molti cuori, Dio si dimostra vicino all’umanità tutta e vuole che ci sia la possibilità della redenzione dall’azione del suo Figlio Gesù. Gesù è quindi concepito dalla Beata Vergine Maria per infondere speranza all’umanità nell’Anno Giubilare della speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38 – Martedì 25 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».” (Mt 6,7-15)

L’uomo ha bisogno di pregare per rimanere in relazione, in contatto con il Signore Dio. Certo, Dio Padre sa di che cosa abbiamo bisogno e conosce in modo approfondito il cuore di ognuno da cui si potrebbe pensare l’inutilità della preghiera. La preghiera serve all’uomo per non distaccarsi da Dio, per rimanere in quei binari d’amore che lo rendono libero. Gesù stesso pregava per essere in profonda relazione con Dio Padre. Così ognuno di noi ha bisogno della preghiera.
Gesù ci ha insegnato come pregare il Padre e ha sottolineato l’importanza del perdono: se perdoniamo saremo perdonati, se non perdoniamo non saremo perdonati.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,7-15 – Lunedì 24 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Quaresima

Domenica di Abramo
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Marzo 2025

“n quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»
Rimanere nella Parola di Gesù significa ascoltarla e farla propria come cosa principale che mi accompagna lungo la giornata, lungo la settimana. Di certo non dev’essere interpretata alla lettera ma dice una indicazione fondamentale per vivere bene la settimana, la vita.
Ascoltando così la Parola di Gesù si è veramente discepolo, discepola, vivendo la propria vita, nel lavoro, nello studio, nelle faccende di casa, nello svago, nei momenti difficili.
In questo cammino si apre la mente, si scopre la verità, si sperimenta il vedere con occhi che ampliano lo sguardo alla luce del Signore.
Questo porta alla libertà, è l’esprimersi per quello che si è. Per giungere a questo c’è un cammino alla luce del Signore per divenire persona felice. Una persona libera è felice in quelle espressioni che non sono di esaltazione ma di serenità e pace interiore.
Il peccato impedisce questo percorso come quei Giudei che non riescono ad ascoltare veramente Gesù e fanno solamente polemica credendosi giusti, non c’è altra verità custodita da loro e al di fuori di loro. Questi Giudei, perché schiavi del peccato chiusi nella loro presunzione di essere perfetti perché hanno come padre Abramo, decidono di uccidere Gesù cercando una accusa contro di lui. La stessa ricerca di qualche cosa che possa giustificare una condanna a morte è essa stessa un gravissimo peccato. Avrebbero dovuto invece cercare di conoscere Gesù entrando in relazione per riuscire a capire e a giudicare senza la presunzione di essere perfetti.
La verità di Gesù ci fa liberi, spezza la catena che lega al peccato, e infonde nel cuore speranza verso una Pasqua che può diventare espressione forte della speranza, Pellegrini di Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,31-59 – Domenica 23 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 22 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.” (Mc 6,1b-5)

L’incredulità di chi l’aveva visto crescere nella città di Nazareth impedisce a Gesù di agire per il loro bene. A differenza rispetto agli altri luoghi di Israele, Gesù nella sua patria non compie miracoli, ne fa solo alcuni guarendo pochi malati.
Il motivo della incredulità porta ad un allontanamento da Gesù, c’è sfiducia e polemica. In questa Quaresima dovremmo imparare a essere persone piene di fiducia nel Signore Gesù per riscoprire le virtù: fede, speranza e carità.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,1-6– Sabato 22 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Marzo 2025

VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (9 marzo 2025) a Giovedì Santo (17 aprile 2025). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima parte seconda
In secondo luogo, facciamo questo viaggio insieme. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa- I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi. Camminare insieme significa essere tessitori di unità, a partire dalla comune dignità di figli di Dio (cfr Gal 3,26-28); significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. Andiamo nella stessa direzione, verso la stessa meta, ascoltandoci gli uni gli altri con amore e pazienza.
In questa Quaresima, Dio ci chiede di verificare se nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui lavoriamo, nelle comunità parrocchiali o religiose, siamo capaci di camminare con gli altri, di ascoltare, di vincere la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni. Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio; se abbiamo un atteggiamento di accoglienza, con gesti concreti, verso coloro che si avvicinano a noi e a quanti sono lontani; se facciamo sentire le persone parte della comunità o se le teniamo ai margini. Questo è un secondo appello: la conversione alla sinodalità.


A cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
Venerdì 21 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,1-6)

L’importanza del motivo per cui si fanno le cose. C’è sempre un motivo per cui faccio una determinata azione, o addirittura la scelta di una direzione di vita.
Se il motivo è essere superiore, essere ammirato, raggiungere una buona posizione sociale per avere un certo potere, oppure fare molte azioni di carità per essere lodato, allora non sono su una via della felicità, dell’interiore gioia e vivo probabilmente una vita recitata.
Ma se il motivo è essere con le persone cui sono vicino, essere attento ad alcune situazioni di crisi e povertà, essere in qualche modo di aiuto senza cercare alcun tipo di torna conto, allora probabilmente sto vivendo una vita vera fatta d’amore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,1-6– Giovedì 20 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Solennità
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Marzo 2025

“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Giuseppe con Maria e Gesù bambino si è rifugiato in Egitto per via di Erode che voleva uccidere il Re dei Giudei, Gesù. Questo lo ha fatto per un ordine di un un angelo del Signore Dio ricevuto in sogno.
Una volta morti tutti coloro che volevano il bambino Gesù morto, in sogno Giuseppe riceve l’indicazione di tornare nella terra d’Israele. Giuseppe con Maria e Gesù bambino rientrano nella loro patria ma poiché Giuseppe aveva paura del successore di Erode, Archelao, il Signore viene incontro alla sua debolezza e gli viene indicato di andare a Nàzaret.
L’umanità di Giuseppe, il fatto di essere un uomo con le sue paure, non impedisce la sua missione come sposo di Maria e la compie nella fedeltà.
Giuseppe è l’ultimo patriarca che riceve le indicazioni del Signore nei sogni. L’uomo giusto e fedele, custode della santa Famiglia.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23 – Mercoledì 19 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».” (Mt 5,31-37)

Il ritorno al matrimonio come era in origine. Non si dovrebbe interrompere la promessa di una vita da passare assieme, non si dovrebbe mandare via il proprio coniuge, non ci si dovrebbe separare.
Oggi vi è molta difficoltà nei rapporti umani e di coppia. Il valore della comprensione dell’altra persona, accettare per quello che è in un cammino assieme, è troppo spesso caduto. Il Signore nella sua misericordia guarda i tanti cuori feriti e non si allontana da essi perché vuole curare i molti fallimenti.
Si può iniziare con un parlare schietto dove il sì vuol dire sì, e no, no.
«Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,31-37 – Martedì 18 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)

Se il cuore è diretto verso percorsi non belli pieni di peccato, conviene la faticosa via della rinuncia. Or quando il cuore si appoggia su desideri che recano danno ad altre persone, è meglio rinunciare per non inserirsi in una via che ha difficili uscite.
Piuttosto è meglio impegnarsi in altre cose che siano di aiuto ad altre persone per essere testimoni veri del Signore Gesù.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,27-30 4,5-42 – Lunedì 17 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Quaresima

Domenica della Samaritana
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete ». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)

La speranza attinge dall’acqua viva.
Nell’ora calda di mezzogiorno, Gesù chiede acqua a una donna samaritana. La cosa ha una sua straordinarietà, la donna è una straniera, disprezzata dai giudei poiché samaritana e donna cui non si rivolgeva la parola.
Gesù invece inizia un dialogo per far riaccendere la speranza in questa donna. La conduce attraverso la presa di coscienza della verità della sua vita, un cuore ferito, 5 mariti, fallimenti e l’attuale convivenza. Poi vuole condurla verso l’incontro con il Messia e in una nuova rinascita di speranza e di fede.
Gesù vuole donare l’acqua viva perché ella stessa possa diventare una nuova sorgente d’acqua viva per altre persone, una testimone di speranza.
«chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna»
La donna lascia l’anfora che avrebbe dovuto portare a casa con l’acqua del pozzo e torna alla sua città per annunciare il Messia: «Che sia lui il Cristo?»
La donna ha portato e annunciato alla gente della città l’acqua viva donata da Gesù, è diventata missionaria e testimone pur avendo una vita di fallimenti, diversi mariti e una convivenza. L’azione del Signore è sempre unica e colma d’amore, molto differente da quella umana.
È Quaresima, tempo favorevole per ricevere l’acqua viva da Gesù impegnandosi con la preghiera, il digiuno dalle cose sbagliate, la penitenza come gesti di carità. Qui c’è la speranza che apre al futuro


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,5-42 – Domenica 16 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)