Natività di san Giovanni Battista

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 24 Giugno 2026

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo».” (Lc 1,57-68)

Si celebra la nascita di San Giovanni Battista. Il motivo di questa celebrazione è l’importanza che Gesù afferisce a san Giovanni Battista
“Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. (Matteo 11,9)
“fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista” (Matteo 11,11)
Nel Vangelo vi è la nascita e la circoncisione di Giovanni il Battista in un clima di presenza del Signore. La tradizione viene interrotta dando un nome diverso da quello del padre. Al bambino viene imposto il nome di Giovanni come detto dall’angelo al padre Zaccaria. Quando il nome di una persona è scelto dal Signore, allora vi è una grande importanza, Giovanni infatti dovrà essere più che un profeta e preparare la via al Signore Gesù.
Da parte sua, Zaccaria tornata la voce non può che benedire Dio per tanta benevolenza e la grazia per un bimbo partorito in tarda età e inizia il suo cantico:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-68– Mercoledì 24 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 23 Giugno 2026

“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)

“di’ una parola” La fiducia risposta veramente nel Signore può muovere situazioni che umanamente sembrano impossibili solo a parlarne. “di’ una parola”, è la parola del Signore che crea dà vita, smuove, risana.
Nel Vangelo un servo viene guarito per la fede del Centurione suo padrone.
Oggi dove è finita la fede?
Vi è ancora qualche traccia nei cuori? Certo, ci sono le eccezioni, persone di molta fede, quella vera dove Gesù è il punto di riferimento. Nella normalità per alcuni è forse consuetudine, per altri un fatto culturale anche ben vissuto, per altri ancora c’è solo incredulità.
Ma se dal cuore sorge veramente la richiesta al Signore di dire una sola parola, allora anche la mia anima sarà guarita-

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 – Martedì 23 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».” (Lc 17,26-30.33)

Nella storia della salvezza, la scelta dell’uomo è stata spesso verso il male, ogni intimo intento nel cuore era null’altro che male. Così nei giorni di Noè quando Dio si pentì della creazione dell’uomo perché «vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre » (Genesi 6,5)
Così nei giorni di Lot dove il cuore dell’uomo esprimeva egoismo e ogni sorta di sopraffazione dell’altro.
Ma chi riuscirà ad aprire la propria esistenza al bene aprendo il cuore al Signore Gesù e alle altre persone, perderà la propria vita ma ne ne avrà una nuova calata in una dimensione d’amore altrimenti non sperimentabile. È la conversione: gli intimi intenti di male sono sostituiti dagli intimi intenti di bene affinché ogni azione abbia come fine il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-30.33 – Domenica 21 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Giugno 2026

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».” (Lc 11,37-42)

L’essere puri in una condizione pulita di fronte agli uomini e a Dio, era condizione importante per ogni fariseo. Essi puntavano sulla esteriorità con lavaggi di cose ma trascuravano quello che realmente erano, quello che c’era dentro nel cuore. La serie di abluzioni, i lavaggi come dettati dalla tradizione per la purezza, non potevano coprire comportamenti che danneggiavano altre persone. Come prime cose da tenere presente erano due: la giustizia e l’amore di Dio praticando le quali si pulisce bene l’interno della persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-42 – Sabato 20 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)


Martedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 16 Giugno 2026

“Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.” (Lc 6,6-11)

Gli scribi e i farisei presenti nella Sinagoga hanno già condannato Gesù nel loro cuore perché la legge del riposo del giorno di sabato non è rispettata
La durezza dei cuori di quei scribi e quei farisei è tale da non vedere il bene compiuto ma solo la violazione della legge che diventa pretesto per perseguitare un innocente che è Dio. Sono uomini caduti nell’infelicità presi dai lacci delle norme per giustificare il loro comportamento spesso sbagliato e privo d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,6-11 – Martedì 16 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

beato Clemente Vismara, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Giugno 2026

“Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Lc 6,1-5)

La legge ha in se anche delle norme che indicano cosa non si può fare nei giorno di riposo del Sabato. Alcune norme proibivano il lavoro come la raccolta nei campi e il fatto che i discepoli raccoglievano alcune spighe per mangiarle era per quei farisei motivo di scandalo.
Gesù indica che la Legge va sì applicata ma contestualizzata. I discepoli avevano raccolto una modica quantità di spighe perché avevano fame, la norma può essere violata per ben celebrare il giorno del riposo senza aver fame.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,1-5 – Lunedì 15 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».” (Gv 3,16-21)

Dio ha mandato il suo figlio Gesù perché il mondo sia salvato. Si tratta della redenzione della possibilità per ogni uomo, per ogni donna della vita eterna nella beatitudine. Chi crede veramente nel Signore Gesù non si perde nella vicende della vita ma abbia la pienezza della vita su questa terra e quella eterna.
Gesù offre la propria vita per il mondo, non si tratta di giudicare il mondo per condannarlo, la missione è di salvarlo per mezzo del Figlio di Dio.
Se veramente si crede in Gesù si è già salvati: «Chi crede in lui non è condannato»
La via dell’esperienza umana nel cammino terreno è un bagaglio prezioso che può essere portato verso l’eternità, nella fede nel Signore Gesù può essere trasfigurato dal suo amore in comunione con i santi grazie a quella misericordia intensa che proviene dall’alto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,16-21 – Domenica 14 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Cuore immacolato della B.V. Maria
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 13 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».” (Mt 5,20-24)

Dopo la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, vi è la memoria del Cuore immacolato di Maria. Un cuore puro senza alcuna macchia, esempio d’amore donato alla umanità.
Nel Vangelo vi è uno dei versetti più conosciuti:
«Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello»
Se ti rendi conto che qualche persona ha qualche cosa contro di te, tenta di metterla a posto, tenta la riconciliazione che è gesto di pace, gesto che costruisce la pace. Se non viene accattata ci riproverai a suo tempo.
La fratellanza è la vera offerta davanti all’altare del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,20-25 – Sabato 13 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sacratissimo Cuore di Gesù

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 12 Giugno 2026

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e “troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

La solennità del Sacro Cuore di Gesù è l’amore del Signore Gesù per ogni sua creatura. L’essere disteso verso coloro che hanno perso la gioia di una esistenza piena fatta di verità, solidarietà, amore, senza escludere alcuno. Gesù esprime un amore amplissimo, senza alcun difetto, puro in se. Un amore che chiede amore, vuole incontrare la gioia del dare, la gioia del ricevere, l’essere dono per altri e essere disposto a ricevere doni.
Il Sacratissimo Cuore di Gesù vuole donare a chi si è perso la grazia della sua infinita misericordia, un ardore misericordioso verso tutte le creature che raggiunte dal perdono possono riprendere il cammino d’amore e di comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Venerdì 12 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Barnaba, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 11 Giugno 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico, nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».” (Mt 10,7-15)

Gesù dà alcune istruzioni per la missione dei suoi discepoli. Sono azioni di vicinanza e di carità. Predicare la vicinanza di Dio all’uomo, portare guarigione nei cuori, stare lontani dalle ricchezze terrene sono aspetti della missione dei discepoli, aspetti di libertà.
Anche oggi il cristiano è chiamato a essere discepolo, a portare speranza, a diffondere la vicinanza di Dio che non vuole stare lontano dalle sue creature ma le vuole salvare nella loro libertà di scelta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,7-15 – Giovedì 11 Giugno 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)