Sabato della settimana dopo Pentecoste

san Paolo VI, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 30 Maggio 2026

“In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».” (Mt 28,16-20)

I discepoli andarono come indicato da Gesù sul monte in Galilea. Gesù era risorto e quando i discepoli lo videro dubitarono. Eppure il Signore lo annunciò quando era con loro, l’uomo è incredulo, difficile che si riesca a farsi trasportare dall’amore e sostituisca la sua incredulità con la fiducia nel Signore Gesù.
Gesù fa andare via il dubbio, affida ai discepoli una missione importante, diffondere il Vangelo nel mondo, assicurandoli con la sua presenza: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 28,16-20 – Sabato 30 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dopo Pentecoste

Santi Sisinio, Martirio e Alessandro, martiri e Vigilio, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 29 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.” (Lc 6,12-16)

Gesù fa un discernimento, si mette in una condizione di preghiera al fine di prendere alcune importanti decisioni. Si tratta di una scelta in una comunione perfetta con Dio Padre. Sono chiamati dodici uomini molto diversi fra loro, con le loro incertezze, debolezze e con dei bei doni. Undici di essi saranno poi in grado di diventare testimoni del Signore e diffondere la fede cristiana nel mondo.
Solo a Simone viene cambiato il nome in Pietro, avrà un ruolo importante di responsabilità della Chiesa di Gesù, dovrà essere servo di tutti in un costante servizio nella Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,12-16 – Venerdì 29 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dopo Pentecoste

beato Luigi Biraghi, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 28 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».” (Gv 12,27-32)

Dopo la sua passione, morte e risurrezione, il Signore Gesù ha attratto a sé molte persone, anche alcune che lo avevano condannato.
«E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».
Oggi guardando la Croce si vedono le braccia aperte di Gesù quasi a voler abbracciare ogni persona perché possa accorgersi del suo amore ed essere salvata dalla frenesia, ipocrisia, arrivismo, per ritrovare una dimensione umana nell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo giovanni 12,27-32 – Giovedì 28 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 27 Maggio 2026

“In quel tempo. Le folle si accalcavano attorno al Signore Gesù. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».” (Lc 8,42b-48)

Gesù sente uscire da sé qualche cosa perché qualcuno lo aveva toccato. Sembra una forza guaritrice uscita da Gesù senza che vi sia stata la sua intenzione.
«Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me»
Una forza d’amore che ripara e guarisce le persone è spontaneamente uscita dal Signore. Gesù non ha messo direttamente la sua volontà in questa guarigione, ma fa parte della sua missione di annuncio di salvezza e di guarigione. C’è una condizione per la persona che vuole essere guarita: la volontà e il crederci veramente per essere persona redenta e guarita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,42b-48 – Mercoledì 27 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dopo Pentecoste

san Filippo Neri, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 26 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».” (Lc 12,35-38)

Essere pronti come quei servi che rispondono subito al padrone al suo rientro è essenziale per un buon cammino cristiano. La vigilanza, l’essere attento riguardo alla realtà che circonda, sarebbe cosa auspicabile per ogni persona, è come essere pronti all’arrivo inaspettato del Signore. Ma l’animo è spesso debole ed è più facile adattarsi alle situazioni accettando ciò che viene proposto e detto.
Una persona vigile è libera, ragiona con la propria testa, ha senso critico.
La vigilanza nella fede fa emergere le verità, mettendo da parte le molte cose che sono contrarie al credo cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,35-38 – Marttedì 26 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dopo Pentecoste

Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 25 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».” (Lc 21,1-4)

Dopo la solennità della Pentecoste inizia nel Rito ambrosiano il Tempo dopo la Pentecoste. È un periodo ordinario ma con della solennità come la Santissima Trinità, il Corpo e Sangue del Signore (Corpus Domini) e più in là l’Assunzione della Beata Sempre Vergine Maria.
Le due monetine gettate nel tesoro del tempio da una vedova povera hanno poco valore. Ma è tutto quello che possedeva la povera vedova. Un gesto di disperazione? Oppure di fiducia nella provvidenza? Forse un gesto di affidamento a Dio nella sua provvidenza.
Oggi è anche memoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. I discepoli con Maria erano assidui nella preghiera ponendo la loro speranza nei primi passi della Chiesa di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,1-4 – Lunedì 25 Maggio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pentecoste

Solennità
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 24 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».” (Gv 14,15-20)

L’ultimo giorno del periodo pasquale è la solennità della Pentecoste, l’effusione universale dello Spirito Santo.
La promessa del Signore di “un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre”. è realizzata.
Dopo le apparizioni di Gesù risorto in carne ed ossa si realizza la promessa di una definitività: il Paràclito che rimane sempre.
Lo Spirito Santo che è in ogni battezzato non solo è universale, disponibile per chi lo vuole accettare in se, ma è anche eterno, in una promessa di profonda gioia e amore che diventano pieni nell’eternità! Spirito Santo vieni! Discendi Santo Spirito e illumina il cuore di ogni fedele.
“Lo Spirito stesso è “il dono di Dio” per eccellenza, è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza; sono quelli che si apprendono quando ci si prepara al sacramento della Confermazione e che invochiamo nell’antica preghiera detta “Sequenza allo Spirito Santo”. I doni dello Spirito Santo sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.” (Papa Francesco)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,15-20 – Domenica 24 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 23 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,5-14)

La vigilia della Pentecoste è accompagnata dall’annuncio dello Spirito di verità, colui che induce l’uomo alla verità a far chiarezza nel suo cuore. Lo spirito Santo effuso da Dio Padre per mezzo del suo Figlio Gesù è la presenza del Signore per questa umanità che sembra perduta ma chi si affida al Signore riacquista la speranza della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,5-14 – Sabato 23 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della VII settimana di Pasqua

santa Rita da Cascia
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 22 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato»” (Gv 16,5-11)

Gesù è asceso la cielo perché vi sia l’effusione dello Spirito Santo. Gesù non sarà visto solo da una piccola porzione del mondo, cioè i suoi discepoli e le folle che nella terra di Israele lo hanno incontrato e sentito.
Con la Pentecoste qualsiasi battezzato e in qualsiasi parte del mondo può sperimentare oggi la presenza del Signore a condizione che il Battezzato cristiano lo accetti e aderisca al Vangelo.
«è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16<5-11 – Venerdì 22 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della VII settimana di Pasqua

san Cristoforo Magallanes, sacerdote e compagni, martiri
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Maggio 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».” (Gv 15,18-21)

Nel discorso di addio di Gesù, il mondo si riferisce alla forze ostili che si oppongono a Dio e al suo disegno. Nel contempo il mondo è anche l’umanità amata da Dio che vuole salvare ma qui prevale il primo significato, coloro che si oppongono al disegno di Dio.
Le forze ostili e le incomprensioni saranno motivo per i discepoli di sopportare molte prove a causa del nome di Gesù. Coloro che hanno perseguitato il Signore perseguiteranno anche chi lo testimonia. Ma chi ha ascoltato la parola di Gesù ascolterà anche la parola dei discepoli perché sono parole vere. E così anche oggi la Parola ascoltata è vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-21 – giovedì 21 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)